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Dormire bene ai tempi del covid

Come dormire bene ai tempi del Covid

Dormire bene ai tempi del Covid non è impresa facile. Ma se continui a leggere troverai spunti e suggerimenti per superare questa difficoltà nel dormire.

Sia che ci si trovi davanti alla difficoltà all’ addormentamento, che a risvegli precoci o a sonno disturbato, si è sempre in presenza di insonnia.

Le cause

Quando le cause sono collegate a qualche evento specifico, come in questo caso, si parla di insonnia situazionale.

Questo tipo di insonnia che non permette di dormire bene, può durare da pochi giorni a settimane e di solito, la scomparsa del fattore scatenante determina una remissione del disturbo.

La situazione di tempo sospeso e incertezza per tre mesi e ora la ripresa lenta e non completa dalla pandemia di Covid, ha sicuramente causato uno stato di ansia ed apprensione che possono essere causa di stress tra i cui sintomi può esserci,appunto, l’insonnia.

Con l’arrivo della bella stagione e delle giornate più lunghe in termini di ore di luce, è possibile che l’organismo faccia anche fatica a ritrovare il ritmo tra le ore di veglia e quelle di sonno.

In aggiunta ai sintomi notturni, possono essere presenti anche sintomi diurni legati al fatto di non dormire bene come:

fatica, irritabilità, sonnolenza, disturbi dell’umore, difficoltà di apprendimento/memoria,
si potrà parlare anche di Sindrome da Stress Post Traumatico.

Ore ideali di sonno

Che tu sia un breve dormitore perché ti bastano poche ore di sonno, oppure un lungo dormitore e come me dormiresti 10 ore a notte, la National Sleep Foundation ha pubblicato uno schema indicativo del massimo e del minimo delle ore di sonno suggerite per ogni fascia d’età:

  • Neonati 0-3 mesi 14-17
  • Bambini 4-11 mesi 12-15
  • Bambini 1-2 anni 11-14
  • Bambini età prescolare 3-5 anni 10-13
  • Bambini/pre-adolescenti 6-13 anni 9-11
  • Adolescenti 14-17 anni 8-10
  • Giovani adulti 18-25 anni 7-9
  • Adulti 26-64 anni 7-9
  • Anziani 65+ anni 7-8

Mettere la sveglia per andare a dormire, come dice Giulio Gulizia di Vivere Intenzionalmente  è un buon modo per dire che se andassimo a letto all’orario giusto a garantirci un buon sonno ristoratore, probabilmente ci sveglieremmo senza bisogno di alcunché.

Sarebbe quindi propedeutico per una successiva e soddisfacente routine del mattino. (Approfitto per dire che non sono pagata per fargli pubblicità, così come in nessun altro caso in cui cito personaggi o libri nei miei articoli e se un domani accadesse ti avviserei di essere sponsorizzata!)

Raccomandazioni generali

Per agevolare un buon sonno ci sono anche queste considerazioni generali da tener presente:

  • non bere alcool e caffeina
  • non cenare tardi,
  • non praticare attività fisica alla sera,
  • non dormire al pomeriggio,
  • non stare troppo davanti alla TV e alla luce blue dei device,
  • predisporre un buon microclima nella stanza da letto prendendosi cura di materasso e biancheria,

Ma ci sono tre cose che personalmente ritengo molto efficaci per garantirmi di dormire bene e sono:

  1. attuare il rituale di preparazione al passaggio dalla veglia al sonno, ossia una routine serale;
  2. utilizzare in maniera mirata l’aromaterapia e quindi gli oli essenziali;
  3. praticare la sintonizzazione col corpo tipica del Metodo Focusing con la finalità relax più accentuata.

1. La routine serale

Rallentare i ritmi prima di andare a dormire rende la predisposizione al sonno più efficace, l’ho imparato da bambina, quando mettevo a dormire tutti i giocattoli prima della lettura delle fiabe, degli eroi greci o altri poemi di varia origine alla sera (ricordi felici della mia infanzia). Ho ritrovato questa buona abitudine qualche anno fa grazie alla nascita di mio figlio.

La mia routine della sera inizia subito dopo aver sistemato la cucina, non so tu, ma io non sopporto di trovare il caos al risveglio, poi faccio almeno 3 di queste azioni:

  • una tisana o anche solo dell’acqua calda,
  • un bagno caldo o un pediluvio utilizzo l’aromaterapia,
  • un auto-massaggio viso o corpo,
  • leggere qualcosa di leggero,
  • accarezzare il gatto, il coniglio o chi per loro,
  • farmi un massaggio al viso con una pietra,
  • farmi massaggiare i piedi dal mio amore con una crema idratante,
  • ascoltare musica rilassante.

Avremo occasione di parlare anche in altre occasioni del buon dormire, oggi mi soffermo sull’ utilizzo dell’aromaterapia, il resto lo potrai leggere con i prossimi Appunti di Viaggio.

2. Aromaterapia ed oli essenziali

Cosa sono gli oli essenziali? Gli oli essenziali (o.e.), sono estratti da piante o da frutti o parti di esse attraverso distillazione a vapore. E’ molto importante che le piante siano biologiche, pure e naturali al 100% perché entrano in contatto con la pelle, sono inalate o in rari casi utilizzati internamente per ingestione.

Rappresentano il sistema difensivo delle piante e la loro parte più essenziale, appunto, potremmo definirli come l’anima delle stesse.

Si possono utilizzare singolarmente o anche in sinergia con altre che ne potenziano in questo modo gli effetti.
Se volete saperne di più in ordine di approfondimento vi consiglio Stefano e questo libro, questo  che ho utilizzato in Naturopatia e questo più incentrato sull’estetica di Federica.

Ricorda che naturale non vuol dire non nocivo, anche il petrolio o la Digitale sono naturali eppure fanno danni!

Anche se studi e leggi di AROMATERAPIA c’è molto da conoscere, in relazione all’età, alle condizioni di salute e ad eventuali interazioni con i trattamenti farmaceutici che la persona potrebbe assumere (anticoagulanti, antipertensivi o altro).

Inoltre, ci sono oli che contengono sostanze chiamate fenoli che possono provocare ustioni in determinate circostanze; oli come quelli agrumati che sono fotosensibilizzanti e creano macchie sulla pelle se ci espone al sole entro le 24 ore; oli che possono essere utilizzati da tutti e altri invece che non possono essere utilizzati in gravidanza o allattamento; sotto i due anni, etc. etc.

Finché si tratta di un bagno o un utilizzo occasionale, previo test di sensibilizzazione si possono anche provare, ma per utilizzi prolungati e specifici rivolgiti sempre a dei professionisti qualificati.

Test di sensibilizzazione

prima di utilizzare un qualsiasi olio si fa così:

  1. procedere con la diluizione di 1 gtt(goccia) di olio essenziale (o.e.) in un cucchiaino di olio vegetale qualsiasi
  2. dopo aver mescolato bene la miscela con il dito, spalma nel cavo interno del gomito la miscela fino ad un parziale assorbimento, ma senza strofinare eccessivamente.
  3. Trascorse 24- 48 ore se sono evidenziate reazioni cutanee come arrossamenti, spellature o altro della zona o anche in altre regioni del corpo, si può presumere di non avere reazioni allergiche al suo utilizzo (dell’ o.e.).

Utilizzo il termine presumere perché in realtà per scatenare una reazione allergica si entra in contatto con la sostanza detta allergene  una prima volta e solo al contatto successivo gli anticorpi che l’organismo ha prodotto nel frattempo reagiscono alla sostanza scatenando la reazione allergica.

Diciamo che però molto spesso entriamo in contatto con molti allergeni senza saperlo e perciò possiamo avere da subito una reazione (basta pensare a saponi, detersivi e altro con profumi).

Lo so che probabilmente ti ho terrorizzato, bene, eheh!

Scusa, ma credo che i danni dovuti all’ ignoranza (nel vero senso del termine e cioè ignorare) siano maggiori di numero e gravità di quelli per malafede.

Gli oli per dormire

Pronta per conoscere gli oli che utilizzo io per dormire?

Aggiungendo che c’è un universo di possibilità soggettive anche rispetto a ciò che concilia il sonno, al di là dei testi, annusa, sperimenta e cerca quali sono più nelle tue corde tra quelli indicati.

I magnifici 5

Ce ne sarebbero diversi da citare, anche per una appassionata dei 7 chakra che unisce varie conoscenze per trattare lo stesso tema, ma mi limiterò ai prossimi cinque.

Primo o.e. quello di lavanda vera o spica

ha un effetto rilassante sul sistema nervoso, e riequilibra il 6° chakra (il punto tra le sopracciglia o terzo occhio), calma i pensieri ripetitivi e l’ansia (su mio figlio ad esempio aveva un effetto paradosso che lo irritava, avrei dovuto riprovare più avanti, ma non ne ebbe più bisogno). Se ne possono mettere 4 gocce su un dischetto di cotone e appoggiare sul comodino; oppure utilizzare la forma spray ottenuta con 100ml di acqua e 20 gtt di o.e. (puoi utilizzare i contenitori vuoti del deodorante) agitandolo prima dell’uso in quanto gli oli non sono solubili in acqua.

Secondo olio preferito è quello di Rosa

si può utilizzare anche il Legno di rosa, se troppo costosa eheh, ha un cuore intenso e avvolgente che arriva dritto al 4° chakra, riarmonizza egregiamente, una goccia massaggiata sul luogo del cuore è una coccola straordianria.

Poi c’è la Camomilla Romana

indicata per i frequenti risvegli notturni e agisce sul sistema nervoso e sulla muscolatura tesa perciò un massaggio serale sul corpo magari dopo un bagno caldo con un olio vegetale adatto (jojoba, riso, girasole o mandorle) 30 ml e 5-6 gtt. Oppure 1-2 gtt pure dietro il collo e sulle tempie. Essendo gialla va anche bene sul 3° chakra quello del plesso solare.
Il quarto olio è quello di Arancio amaro o dolce che con il suo aroma fruttato dona serenità, soprattutto ai bambini. Porta gioia di vivere ed è antidepressivo senza eccitare il sistema nervoso, anche questo se massaggiato sul 2°- 3°oppure 4° chakra riporta serenità e leggerezza.

Quinto ed ultimo è quello di Mirra

che è un estratto di resina naturale e non una pianta.

E’ molto persistente e se ne usano 2 gtt in 30 ml di olio neutro la sera per massaggiare il corpo magari dopo un bagno caldo. Utilizzando sin dall’ antichità per la sua azione calmante e confortante a livello spirituale, ma anche rigenerante sul corpo.

Un ottimo modo per utilizzare gli oli essenziali sia a casa che nell’ambiente di lavoro è con i diffusori ad ultrasuoni, se potete evitate quei brucia essenze che usano il fuoco perché li bruciano e li rendono tossici.

Piuttosto utilizzate il dischetto di cotone imbevuto di qualche goccia o il roll on con olio vegetale e 1-2 gocce di o.e. da passare come un profumo su polsi e collo o cuore.

3. Sintonizzazione col corpo rilassante

Nel primo passo del Metodo Focusing si utilizza una sorta di body scan che permette alla persona di scendere sempre più profondamente nel sentire corporeo e così facendo rallentare pensieri e divagazioni mentali.

Il suo scopo non è quello di rilassare, ma è un effetto collaterale che in questo caso si può utilizzare potenziandolo con un’ attenzione specifica al “lasciar andare” le tensioni del corpo man mano che si procede nella sintonizzazione.

Ne esistono diverse versioni, breve, media e lunga, le trovi scritte qui e se ti registri quella che vuoi provare per addormentarti potrai utilizzarle nelle sere in questione.

Per questo aspetto è tutto, buone esplorazioni nel mondo degli aromi e buon dormire.

meditazione e focusing

Meditazione e Focusing

Meditazione e Focusing hanno dei punti di contatto tra loro, ma anche delle differenze di prassi e finalità, prosegui nella lettura e le scoprirai anche tu.

Inoltre potrai conoscere anche le più diffuse modalità e discipline meditative.

Sulla meditazione che è uno stato dell’ essere e non del fare, puoi leggere altri articoli qui, qui e qui in ordine di tempo.

Le principali affinità tra Meditazione e Focusing

sono in relazione ai cambiamenti che causano, come:

  • gli effetti rigeneranti a livello del corpo fisico mentale-emotivo ed energetico-spirituale, se praticate regolarmente;
  • un diverso atteggiamento negli imprevisti e nelle avversità, come più calma e più pazienza;
  • la diminuzione degli automatismi come re-azioni eccessive e/o negazione alle emozioni, ai pensieri ricorrenti e alle sensazioni fisiche collegate;
  • una maggiore capacità di mantenere lo Stato di Presenza e la consapevolezza nei momenti di disagio e difficoltà sostanzialmente dovuti all’incapacità di rimanere tranquilli e calmi in situazioni “sconosciute” o nuove e per questo fonte di ansia, paura e stress.
  • una capacità di resilienza ed equanimità gradualmente sempre più presenti.
    Questo non significherà non provare più sofferenza, dolore, infelicità da un giorno all’altro sai che noia! Ti rassicuro subito dicendo che ti incavolerai lo stesso, farai ancora errori e potrai sentirai ancora affaticata, di tanto in tanto. La differenza sarà che non ci sarà più uno spreco sproporzionato di energia legata a tali emozioni, che diventeranno sempre meno persistenti sia nella durata che nella frequenza.
  • Tutte le tue esperienze verranno integrate e digerite e la visione d’insieme recuperata prima di quanto non accadesse in precedenza.
  • Aumentano la capacità di concentrazione e consapevolezza.

In relazione alle modalità di esecuzione:

  • Si possono praticare entrambe sia da seduti che in movimento;  per pochi minuti o molti minuti (30-60) e in presenza fisicaa distanza grazie alla tecnologia odierna.
  • Sia individualmente che in coppia o in gruppo.
  • Si praticano nel tempo del “qui ed ora”.

 

Finalità differenti

Dopo tutte queste similitudini e prima di raccontare i diversi tipi di Meditazione voglio farti conoscere subito anche l’unica grande differenza tra la pratica della Meditazione e il Focusing ossia la differente finalità per cui sono nate.

Meditazione

La meditazione è un mezzo fantastico per rifugiarsi in uno spazio di pace e calma accogliente, ma dato che lo scopo è proprio quello dell’ osservazione pura, non è il mezzo più adatto per far emergere le ragioni più profonde di emozioni, ricordi e credenze che sono alla base di blocchi creativi ed emotivi.

Ricorda che il Buddha aveva abbandonato la vita mondana per scoprire la causa profonda della sofferenza umana e comprendere la vera natura della realtà, e non di scoprire come non accumulare lo stress del vivere quotidiano!

L’allenamento allo stato meditativo utilizza diversi oggetti di attenzione i quali possono essere differenti ma il loro scopo è sempre lo stesso: orientare la mente e liberare il campo della coscienza da tutte le interferenze per ritrovare la connessione con la Realtà Universale.

Le interferenze allo stato meditativo, tra l’altro, possono essere aspetti della personalità, del corpo fisico ed emotivo e/o della mente che in qualche modo impediscono l’abbandono del controllo necessario per ritrovare la connessione con la Sorgente e l’ Unità col TUTTO, l’ Universale, il Grande Sé o comunque lo si voglia chiamare.

Focusing

I processi di Focusing sono rivolti alla risoluzione di problemi, difficoltà, stress o qualsiasi evento che impedisca la piena realizzazione personale e professionale.

Un mezzo semplice ma potente che crea un ponte tra la pratica della meditazione o contemplazione interiore e le sfide reali, oltre che le emozioni, nella vita privata e lavorativa.

E’ uno strumento che si utilizza con i clienti/utenti nelle Professioni di Aiuto, utile ad Infermieri, Medici e Psicoterapeuti (Focusing Orientato alla Terapia).

Ma anche alle figure che si dedicano al benessere, quelle definite come Discipline Olistiche che hanno a che fare con la cura della persona nell’ambito preventivo e complementare, come Naturopati, Insegnanti Yoga, Counselor ecc. ecc.

Conflitti e risoluzioni

Se litigo con mio marito, vado a sentire che cosa c’è “sotto” la re-azione a quella parola, a quel comportamento; se mi sento insoddisfatta del mio lavoro vado a sentire cosa c’è in quella insoddisfazione e così se soffro di ansia, di stress e quant’altro.

Lo scopo non è mettere a tacere il conflitto o la causa della sofferenza, quello è ciò che di solito facciamo, dando ragione ora ad una, ora all’altra parte coinvolta, ma questa tattica , non funziona definitivamente, anzi a lungo andare crea strati di conflitti su conflitti inclusi i famigerati sensi di colpa.

Non è un intervenire per risolvere ma per esplorare quel “qualcosa” senza giudicare e senza aspettative, anche nel focusing si attiva l’ Osservatore Superpartes.

La mente, mente

Non intervenire è difficile da attuare quando la mente crede di sapere tutto ciò che c’è da sapere al riguardo e ha tante belle teorie.

Ma con il Focusing e attraverso la sensazione percepita o felt-sense, una sorta di riassunto che il corpo in senso olistico fa di ogni situazione contingente, andiamo a sentire, grazie ai Passi del Metodo, cosa c’è oltre quello che pensiamo di sapere.

Il Focusing esplora l’ interiorità grazie al felt-sense, che è l’oggetto di attenzione del Metodo.

Un altra particolarità unica del Focusing  è la presenza di un compagno alla pari (indipendentemente se formato Base, Trainer o Coordinatore) con cui focalizzare.

Con il compagno focuser e il campo morfico a cui si accede grazie all’ascolto reciproco, si crea un incontro, un campo di accoglienza in cui non solo ognuno a turno sta con le proprie “parti” negate, ma anche con qualcosa di Presente e Stabile che tutto può contenere.

 

Connessione

E quindi sì, anche qui si realizza uno stato di connessione profonda, ma non è questo lo scopo ultimo.

Lo scopo ultimo è vivere dicendo SI’ a tutte le nostre parti, aspetti e sé negati per auto-realizzare la nostra individualità, unicità e volontà.

Per “tornare a casa” nell’amore incondizionato che ognuno di noi può darsi e in definitiva a una vita piena.

Un cenno speciale al Focusing Children orientato sia agli adulti che lavorano con i bambini e adolescenti sia agli stessi direttamente.

Qui l’aspetto sottile del corpo in movimento viene molto sviluppato perché il come mi avvicino, la percezione della giusta distanza e vicinanza fisica, i diversi campi di forza nel corpo che vengono utilizzati naturalmente dai bambini-adolescenti, sono il canale per sviluppare la fiducia e l’intuizione nel proprio sentire interno.

Differenti metodi e discipline meditative

Meditazione ZEN

Si porta l’attenzione all’interno di sè e nel contempo all’ ambiente circostante rimanendo in osservazione.

Meditazione trascendentale

Si pratica attraverso la recitazione di un mantra che infonde un senso di rinnovata armonia con il nostro essere e con il resto del mondo donando tranquillità e pace.

Meditazione Vipassana

Deriva da “visione” ed è collegata alla consapevolezza del respiro che diventa oggetto di attenzione materiale o immateriale e con i suoi movimenti dona una visione allargata della propria vita.

Meditazione Occidentale, Mindfulness

Si è sviluppata dai concetti della meditazione vipassana e si basa su 3 concetti : osservare senza giudicare, stare nel qui ed ora, la trasparenza emotiva ossia analizzare le azioni senza preconcetti.

Hoponopono

Una tecnica di guarigione hawayana antichissima per le ferite interiori, che poi si è tramutata in meditazione.
Anche qui si recita un mantra di guarigione per le ferite interiori, esercitare il perdono e ritrovare l’armonia con la propria essenza.

Meditazione camminata

Ideata dallo stesso Buddha e diffuso ampiamente anche in occidente dal monaco vietnamita Tich Nah Tahn si basa sulla capacità di camminare con attenzione millimetrica al passo e alleggerimento dei pensieri superflui per ripulire la mente nel tragitto del percorso quotidianamente.

Meditazione Kundalini

È una tecnica molto complessa che ha l’obiettivo di risvegliare l’energia kundalini, avvolta a spirale alla base del primo chakra e della colonna vertebrale. Ad ogni sessione si ci concentra su un chakra per risvegliare o accentuare i benefici e per poter ottenere così la piena realizzazione di sé e la gioia profonda che sgorga dal nostro essere.

A questo punto aggiungo che pratico Viniyoga dal 2001 e sono appassionata del mondo simbolico ed energetico dei chakra la cui conoscenza può essere un primo step di allenamento all’ascolto di sè.

Se l’argomento ti incuriosisce o lo vuoi approfondire puoi iscriverti al percorso gratuito Conosci te stesso con i 7 Màndala Chakra.

In questo percorso riceverai una mail al giorno per 10 giorni con le caratteristiche di ogni Chakra e del suo Màndala Chakra così potrai conoscere più da vicino il Ponte dell’Arcobaleno costituito dalle 7 principali Ruote energetiche e come allenamento all’osservazione potrai utilizzare la meditazione riflessiva colorando i màndala chakra corrispondenti.

Mentre qui trovi la pagina al mio Corso on line  I Magnifici 7+1 .

Candele accese

Visualizzazioni, Meditazioni, sottofondo musicale sì o no?

In questo post ti parlerò ancora di Visualizzazione, in particolare nell’aspetto del sottofondo musicale che spesso si utilizza in questa tecnica dalle svariate applicazioni.

Parlo di visualizzazioni ma anche delle meditazioni guidate, perché in entrambi i casi ho visto utilizzare la musica di sottofondo dove potrebbe esserci la pausa di silenzio.

Come parli? Come ascolti?

Quando comunichiamo utilizziamo Canali o livelli di comunicazione che si differenziano in linguaggio verbale (7%), linguaggio para-verbale  (38%) e linguaggio non verbale (55%).

Questi canali sono importanti quando comunichiamo poiché la loro congruità determina l’efficacia o meno della trasmissione del messaggio che arriva al ricevente.

Occorre avere consapevolezza che nella visualizzazione è importante il cosa ma anche il come viene detto e fatto.

A prescindere dai canali che trasmettono il messaggio, la sua ricezione viene condizionata anche dai VAK del ricevente.

Il concetto originale di VAK, è stato sviluppato da psicologi e pedagoghi, come Fernald, Keller, Orton, Gillingham, Stillman e Montessori, a partire dal 1920.

Ma cosa sono questi VAK?

Sono i sistemi rappresentazionali che tutti abbiamo ma che utilizziamo in maniera differente. Essi sono riassunti così:

  1. il sistema V= Visivo;
  2. il sistema A= Auditivo;
  3. il sistema K= Cinestesico (che include oltre alla ricettività corporea di equilibrio, pressione, movimento e temperatura, anche olfatto e gusto).

Questi VAK sono fondamentali poiché determinano il nostro stile di apprendimento.

Se si tenesse conto di tutto ciò in ogni ambito, non solo commerciale ma anche istituzionale, ci risparmieremmo tutti parecchio stress legato alle comunicazioni.

Stili di apprendimento

Un esempio pratico è quello nell’ambito dello studio, dove queste differenze VAK determinano parimenti differenze nel modo in cui si memorizza, si apprende e quindi si studia:

  • camminando e muovendosi mentre si legge e si ripete (prevalenza di K);
  • registrando la lezione e riascoltandola più e più volte o ripetendo ad alta voce e non mentalmente (prevalenza di A);
  • trascrivendo appunti e utilizzando mappe concettuali con immagini, metafore ecc. (prevalenza di K e V);
  • facendo connessioni e collegamenti con nomi, date e situazioni grazie alle immagini come foto, film ecc. (prevalenza di V).

La musica

Innanzitutto occorre specificare che la musica utilizzata con metodo e a scopo relazionale/terapeutico si è strutturata con la musicoterapia.

Essa, infatti, utilizza tecniche di sensibilizzazione, desensibilizzazione, condizionamento e rilassamento in moltissime situazioni, utilizzando gli elementi musicali come suono, ritmo, melodia e armonia.

Quindi la musica come sottofondo di una visualizzazione sicuramente può avere un effetto agevolante, se strutturata ad esempio per rilassare, stimolare o altro che sia intenzionalmente collegato allo scopo della visualizzazione stessa, ma di fatto molto spesso la musica utilizzata

  • non è proprio mirata, ma è più un “riempitivo” del silenzio e torneremo su questo aspetto;
  • non tutta la musica è adatta alla musicoterapia, così come non tutte le musiche sono adatte alle Visualizzazioni/Meditazioni .

Se a questo aggiungiamo l’azione che possono avere proprio i VAK precedentemente citati, è facile immaginare che in un soggetto a prevalenza VAK= A , la musica di sottofondo della visualizzazione non risulterà più un sottofondo ma una vera e propria distrazione da ciò che la voce esterna o interna lo condurrebbe a immaginare, ripetere o quant’altro.

Un altro aspetto da considerare è quello già citato della funzione “riempitiva” della musica che se non ci fosse allora lascerebbe più spazio al silenzio. Uuuu, il silenzio!

Silenzio

Innanzitutto, il silenzio fa parte della comunicazione.

Uno degli assiomi della Comunicazione è che non si può non comunicare, anche quando non si intende comunicare.

Molto spesso il silenzio è vissuto con ansia e disagio, può essere percepito come un vuoto che trasmette angoscia e che va assolutamente riempito, come un atteggiamento di disinteresse o indifferenza.

In realtà può essere anche:

  • una pausa dove raccogliere idee, sensazioni, emozioni;
  • un luogo in cui “appoggiare” la tensione, la fatica;
  • un luogo dove ascoltare cosa c’è senza agire la reazione, il giudizio o l’aspettativa.

Il silenzio è una fonte di grande forza – Lao Tzu

 

Tra utilizzare una musica non studiata appositamente per la visualizzazione e il silenzio, una via di mezzo può essere  l’utilizzo dei suoni della natura, che hanno un’azione meno interferente rispetto alla musica strumentale.

In questo modo i soggetti con più alto rischio di distrazione o per un basso livello di concentrazione e/o per un canale VAK preferenziale di tipo A ne risentirebbero di meno.

Allenarsi al silenzio

Il mio consiglio è di allenarsi gradatamente allo stare nel silenzio, abituandosi così all’ascolto della voce senza nient’altro sotto, anche per potenziare le funzioni “altre” del silenzio come nell’ascolto attivo che nella comunicazione può davvero fare la differenza soprattutto nella qualità della relazione.

A questo proposito ti rimando alle regole di un buon ascolto.

Personalmente ho superato il disagio del silenzio nella formazione in counseling studiando l’ ascolto attivo, poi con la Meditazione e il Focusing questo atteggiamento si è rinforzato anche verso me stessa ed ora non potrei più farne a meno.

Che tu sia un/una fan delle visualizzazioni con il sonoro o che tu preferisca la visualizzazione “pure” molto presto potrai ascoltare le mie visualizzazioni e meditazioni su un’APP dedicata, perciò seguimi e scoprirai di più!

Oggetti per lavorare

Vuoi davvero tornare alla normalità? Parte #2

Vuoi davvero tornare alla normalità se questo significa non essere in armonia con le parti più vitali di te e altre importanti come il tempo, lo spazio, le relazioni e le buone abitudini?

Questo è il post di proseguimento di “Vuoi davvero tornare alla normalità? Parte #1” che entra nello specifico dei cambiamenti legati a questa crisi dal punto di vista della gestione quotidiana del tempo, dello spazio, delle relazioni e delle abitudini.

Ci tengo a specificare che non mi riferisco sicuramente alle persone che purtroppo hanno vissuto o stanno vivendo ancora gli aspetti più drammatici della pandemia come lutti, gravi problemi economici, o alle persone che svolgono attività in prima linea nel fronteggiare la Pandemia, come operatori sanitari, volontari della protezione civile e/o che garantiscono l’accesso ai beni di prima necessità come cibo e altri servizi importanti.

A tutti loro va la mia gratitudine ed ammirazione, mi sento loro vicina non solo con tutto il cuore, ma anche con azioni più pragmatiche, anche se sono come una goccia nell’oceano, ho fiducia nel fatto che comunque l’oceano è fatto di tante gocce.

Per tutti gli altri, invece, quali aspetti sono cambiati o stanno cambiando a causa o grazie a questa crisi?

Premessa

Questa pausa è stata importante e inizialmente destabilizzante soprattutto per chi normalmente esce di casa tutti i giorni per recarsi a scuola o al lavoro.

Per altri come me che lavorano già da casa, almeno inizialmente, non è stata così problematica ma poi in tutte le dimensioni ho potuto notare delle fasi.

Fasi che ho osservato subito anche nelle “reazioni” a livello dei Capi di Governo dei vari Paesi che via via venivano coinvolti, e poi anche a livello individuale tra amici, parenti e anche conoscenze via social.

Le fasi di cui parlo che si sono susseguite e sono in corso sono le stesse che io conosco come le fasi del lutto (Kubler-Ross) o più in generale del processo di accettazione:

  • la negazione
  • la rabbia
  • la contrattazione/elaborazione
  • la depressione/resa
  • l’accettazione

queste fasi sono tuttora in corso dato che l’evento che stiamo vivendo è ancora lontano dalla sua conclusione e ?ognuno di noi le sviluppa con tempi e modalità differenti.

Tempo

Molti hanno scoperto per la prima volta o hanno potuto riscoprire il piacere della lentezza nei gesti quotidiani solitamente influenzati dalla perenne fretta:

  •  fare o scoprire di poter fare la prima colazione con calma e cura;
  • non trascorrere più tante ore in viaggio sui mezzi o in macchina per recarsi al lavoro (in quanti hanno scoperto i vantaggi in termini di stress e produttività del lavoro da casa?);
  • il piacere di preparare dei pasti sani avendone il tempo, mettendo più spesso le mani in pasta per preparare appunto pasta fresca, pizze o addirittura il pane (per la vostra linea spero integrali eheheh);
  • cucinare più ortaggi e legumi perché finalmente si può pensare con calma  al menù (anche per razionalizzare la spesa e le uscite per essa) anziché mangiare quello che c’è di facile e sbrigativo, spesso purtroppo già confezionato e perciò pieno di conservanti;
  • provare nuove ricette;
  • preparare merende fatte in casa e soprattutto variare di più l’alimentazione.

Spazio

Questo tempo sospeso è coinciso con il periodo della primavera, in molti hanno sentito il bisogno di fare pulizia e mettere ordine anche perché senza inquinamento l’energia del risveglio si è potuta percepire più del solito. Molti hanno scoperto forse per la prima volta:

  • che alleggerire lo spazio in cui si vive con il riordino e la pulizia ha un effetto diretto nello “spazio” e nella chiarezza o percezione interiore dei propri reali bisogni;
  • un nuovo paradigma che permette di invertire il circolo vizioso di bisogni e priorità indotti. Smascherare l’illusione che si possono riempire i presunti “vuoti” con più oggetti e le attività correlate ad essi che invece tolgono tempo ed energia alla relazione sia con se stessi che con gli altri;
  • la creazione di uno spazio interiore maggiore ci permette di sentire come coltivare il piacere e quindi la felicità con il circolo virtuoso che porta cura e attenzione al giusto numero di cose, persone e attività che davvero ci procurano il suddetto piacere. Ad esempio leggere, curare l’orto o le piante, fare attività fisiche e contemplative, ricreative e rigeneranti da soli o in compagnia;
  • scoprire che la casa può non essere l’ennesima fonte di stress ed essere gestita al meglio e in poco tempo e che la maggior quantità di “cose” fa spesso rima con disordine, inutilizzo e spreco.

Relazioni

Dopo un primo sbandamento, ritrovandosi tutti insieme chiusi in casa adulti e bambini o adulti e adolescenti, piano piano abbiamo scoperto:

  • il tempo per parlare non solo di cose da fare ma anche di emozioni, bisogni e sentimenti :
  • il bisogno di contatto fisico accentuato da questo isolamento e distanziamento sociale;
  • a conoscerci di nuovo senza darsi per scontati perché non c’è più la fretta di fare questo o quello e si ha il tempo di osservarsi, ascoltarsi e soprattutto sentire come stiamo sinceramente;
  • molti hanno ricominciato a giocare tutti insieme, anche gli adulti tra loro e con i figli;
  • perfino la noia è potuta tornare a farsi sentire e abbiamo potuto ricevere uno dei suoi doni, la creatività che si è potuta manifestare nei più svariati ambiti. Tanti hanno ripreso a dipingere, a disegnare, a lavorare ai ferri o all’uncinetto e quant’altro!

Abitudini

In tanti abbiamo potuto finalmente instaurare nuove abitudini grazie al tempo disponibile:

Soldi

Vorrei concludere con una personalissima osservazione sui soldi,perché pur condividendo la preoccupazione economica per il nostro paese in questi due mesi ho davvero speso davvero poco, tanto da avere il conto in “verde” ahah, e la cosa non era affatto scontata dato che lo stress può portare facilmente all’acquisto compulsivo.

Ho annullato degli eventi live che avrei dovuto tenere in questo periodo e probabilmente verrà annullato anche il progetto annuale di settembre ma grazie alla creatività di questo periodo ho già elaborato una nuova strategia con nuovi percorsi on-line ancora più di supporto al mio target di professionisti.

Quello che però vorrei condividere in conclusione è che questa pausa forzata mi ha insegnato che forse si può uscire dalla logica del consumismo sfrenato e del circolo vizioso consumismo-stress-aumento di bisogni-consumismo in cui purtroppo, chi più chi meno, siamo tutti inevitabilmente coinvolti, e spero di non essere l’unica a pensarla così.

Forse è possibile alla luce di questa esperienza per certi aspetti “purificante” cercare nuove strade etiche e rispettose per il nostro pianeta (senza per questo tornare all’età della pietra) che siano sostenibili sia economicamente che socialmente?

Mi piacerebbe sapere tu cosa ne pensi
Ti sta a cuore l’argomento?
Fammelo sapere nei commenti o attraverso il form di contatto a piè di pagina.

la terra dallo spaziV

Vuoi davvero tornare alla normalità? Parte #1

Per normalità intendo la condizione in cui non eravamo preparati ad affrontare questo momento bio-psico-storico-sociale e tutto quello che è derivato dall’inizio della diffusione della Covid-19 alla pandemia. Tu vuoi davvero tornare a quella normalità?

Quella normalità che durante la Spagnola ai primi del ‘900 ha fatto milioni di vittime o quella che ha sterminato intere tribù di Indiani d’America con il Morbillo, solo per citare due esempi volutamente differenti anche come aree geografiche.

La domanda che sorge spontanea è:
in questa “normalità”, c’è un margine di prevedibilità di certi fenomeni?

L’essere umano ha qualche potere per evitare certe condizioni patologiche?

Nel Rapporto #136

dell’ Organizzazione non governativa Greenpeace, vengono riportate alcune dichiarazioni che sembrerebbero suggerire non essere così.

Giovanni Maga, Direttore dell’Istituto di Genetica molecolare del CNR-IGM di Pavia dice: “Cambiamenti climatici che modificano l’habitat dei vettori animali di questi virus, l’intrusione umana in un numero di ecosistemi vergini sempre maggiore, la sovrappopolazione, la frequenza e la rapidità di spostamenti delle persone” sono tra i fattori coinvolti nella crescente frequenza di epidemie negli ultimi decenni.

Vorrei ricordare che altri Coronavirus come SARS e MERS, e altri virus mortali come HIV e Ebola lo testimoniano.

David Quammen, autore di “Spillover. L’evoluzione delle pandemie” ricorda che “più distruggiamo gli ecosistemi, più smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali e ci offriamo come un ospite alternativo”.

#andràtuttobene

Escludendo le persone che in questi mesi hanno perso qualcuno, quelle che non hanno un tetto sopra la testa e coloro che purtroppo in questa situazione hanno perso l’unico lavoro di sostegno nella famiglia e per i quali non c’è mai stata “giustizia” nemmeno prima, a ben pensarci non c’è paragone tra il vivere questa pandemia nel nord del mondo e quelli che la vivono nel sud del mondo.

Mi sbilancio dicendo che la maggior parte della popolazione, anche se privata della sua libertà individuale (e anche questa mi sembra una definizione esagerata perché non siamo ad Auschwitz ma stiamo cercando di impedire il collasso sanitario) ha un tetto, ha del cibo e in alcuni casi ha anche un giardino o un terrazzino su cui uscire a prendere il sole e fare scorta di Vit. D.

  • Quanti hanno rispolverato la cylette, il tapis roulant e gli attrezzi dimenticati in un angolo della casa o scoperto che fare le scale è un ottimo allenamento aerobico efficace e soprattutto gratuito?
  • Quanti hanno finalmente una pratica, una routine al mattino degna di questo nome che dà attenzione anche alla vita interiore? Non mi vedi ma sto alzando la mano.
  • Quanti possiedono un animale domestico che non solo riempie di gioia la loro vita, ma anche le casse di qualcun’altro (visto che c’è un bel giro d’affari grazie alla loro “produzione e vendita”) e ha potuto grazie a lui respirare il quarto d’ora d’aria senza inquinamento e traffico, anche se sotto casa.
  • Quanti hanno potuto re-inventarsi come genitori e come insegnanti. Stare in maniera differente con i figli /studenti e rendersi conto di come le nostre madri e nonne con ben più figli hanno vissuto? (Ora si capisce anche il perché se ne facessero tanti però,  così giocavano tra loro, eheh).

Certamente vivere non si può limitare al soddisfacimento dei bisogni primari perché quello è sopravvivere, ma tu sei sicuro che stessi vivendo nel senso pieno del termine?

Il potere della scelta

Negli aspetti generali della prevenzione rientrano anche quelli economico-finanziari, ma non li tratto in questa sede principalmente per più motivi:

  • Non ho sufficienti conoscenze di economia per impelagarmi in argomenti che necessariamente richiedono un minimo di cognizione di causa per scriverne e forse anche di maggiori dati.
  • La “cognizione di causa” non è affatto un requisito che rispetto per scrivere i post del Blog, ma onestamente trovo ci sia già abbastanza rumors mediatico riguardo questi temi.
  • Nei mercati l’ “offerta dipende sempre dalla domanda”.
    Anche quando la nostra consapevolezza è offuscata ad hoc dall’ennesimo brand, influencer o politico di turno facendo leva su bisogni irreali, il potere di acquisto lo deteniamo comunque noi consumatori.
  • Il potere della scelta, grazie all’osservazione, coltivato con il senso critico e il più possibile indipendente, ci permette di non dover scegliere tra pillola rossa o pillola blu, occorre solo imparare a leggere gli INCI,continuare ad essere curiosi e farsi domande.

Opportunità o limite?

Come esseri umani in questo isolamento forzato e in questa società “falsamente civilizzata”, abbiamo l’ occasione più unica che rara, di riprenderci il potere  della scelta a pieno titolo.

“Niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare”
Buddha

I tre cardini della salute

Per citare le parole del Dott. Berrino che proprio grazie a ViviConsapevole.it streaming ho potuto ascoltare in diretta (una delle tante cose utili sul web di questi giorni):

“ci siamo preparati da tanto a questa evenienza e ci siamo preparati con la sedentarietà; ci siamo preparati con l’alimentazione; ci siamo preparati con lo stress” .

Come lo stesso ricordava e come posso confermare da ex infermiera, in tutta questa situazione nessuno si è preoccupato di fare una comunicazione orientata alla prevenzione ma solo una comunicazione terrorizzante.

E’ come assistere ad un deja vù perché fare prevenzione non fa fare soldi a nessuno e quindi nessuno la fa.

E torno a bomba sulla grande opportunità che stiamo vivendo di liberarci di qualche cattiva abitudine e acquisirne di nuove positive.

Inoltre anche di superare l’ atteggiamento nevrotico che delega ad altri la responsabilità di se stessi e della propria salute ,perciò anche dello stato del sistema immunitario.

Di acquisire la capacità di collaborare con l’inevitabile come si dice in PNL (psiconeurolinguistica) con un atteggiamento di coping positivo e quindi di resilienza in un momento di crisi il cui termine, vorrei ricordare, significa cambiamento.

I cardini della prevenzione

Partendo quindi dai cardini fondamentali della prevenzione alla salute potremmo forse capire se l’essere umano ha qualche possibilità concreta di tutelare la stessa non solo a livello individuale, ma anche collettivo.

Questi cardini sono:

  • la sedentarietà
  • l’ alimentazione
  • lo stress (e la sua incidenza sul sistema immunitario)

“Ci siamo preparati con la sedentarietà”

Dico così perché:

  • Anche le persone più atletiche non possono certo andare a lavorare a piedi  o in bicicletta e in quanti riusciamo a prenderci un’ora tutti i giorni (che è il minimo sindacale) per compensare l’aumento di assunzione di cibo rispetto al consumo energetico?
  • Anche per brevi tratti usiamo la macchina, non abbiamo certo il tempo o la voglia dopo 8 ore di lavoro per farne a meno e i pochi mezzi pubblici costano tanto per il servizio che offrono.
  • Il riscaldamento in casa e nei luoghi di scuola e lavoro in alcuni casi arriva addirittura a 24 gradi perché dobbiamo vestire sempre uguali tutto l’anno, scatenando tra l’altro un aumento significativo di allergia alla polvere.
  • Non usciamo col freddo e la pioggia temendo raffreddori o altro, quando è più dannoso stare chiusi in casa senza areare abbastanza e vivendo in un microclima eccessivamente secco e caldo dove virus e batteri (oltre i solventi utilizzati nell’arredamento) proliferano.

 

“Ci siamo preparati con l’alimentazione”

  • Il cibo, lo sappiamo tutti, è un aspetto più che cruciale per il sistema immunitario che si sviluppa grazie ai nutrienti presenti e al mantenimento della salute del macrobioma intestinale.
    Peccato che con i cibi raffinati e le calorie vuote non solo non lo nutrono, ma lo distruggono.
  • Quando ironicamente chiedevo se fossimo davvero sicuri che l’effetto Covid fosse legato ad una causa esterna e casuale, intendevo proprio stimolare una riflessione sul collegamento fra la diffusione di questi virus provenienti da altre specie animali e la consapevolezza di come stiamo trattando ormai da decenni gli stessi.
  • Poteva rimanere senza conseguenze una distonia simile per come vanno le cose in natura?
    Io non credo, e non è questione di vegetarianismo o altre etichette, è questione della noncuranza e ignoranza di equilibri che non rispettati, come negli  scompensi di potere nei mercati, hanno conseguenze.
    Tipo “una farfalla batte le ali ad Hong Kong e a New York arriva una tempesta”? …Forse.
    E se penso che non abbiamo nemmeno sconfitto la fame nel mondo perché la soia che produciamo (che per coltivare si abbattono foreste e si impoverisce la terra), è destinata quasi totalmente al nutrimento degli allevamenti animali questo è davvero, davvero deprimente.
  • Tutto perché non abbiamo tempo di cucinare cereali integrali, legumi ed ortaggi e facciamo prima a mangiare una bistecca o un pezzo di formaggio.
  • Un dato che riportava lo stesso Berrino dice che in questo periodo ci sono stati meno ricoveri per infarto, interessante, vero?
    Passo al terzo cardine.

“Ci siamo preparati con lo stress”

  • Quanti pensano che stiamo vivendo una vita rinchiusi nella mente, lontani dal nostro sentire corporeo, da emozioni e sentimenti.
    Sentire corporeo che poi è quello che ci mette in connessione con la natura, con i suoi cicli, le sue leggi e ci mette anche in connessione profonda non solo con ciò che ci fa bene, ma anche tra noi esseri umani insieme come “parte attiva e consapevole” di un sistema bio-psico-sociale?
  • Guarda caso ora il virus ci impedisce di toccarci, darci una mano, abbracciarci, baciarci…addirittura seppellire i morti che è una delle poche cose a differenziarci dagli animali. Il contatto fisico non è solo importante alla procreazione, ma a tutto il sistema di sviluppo psico-emotivo-cognitivo.
  • Lo stress è un meccanismo che ci salva la vita in caso di pericolo, ma quando subiamo continui stimoli di pericolo, e la vita frettolosa e lontana dai ritmi naturali lo fa, questo si trasforma in un sistema che cronicizza e siccome nell’urgenza il sistema difensivo è secondario rispetto la sopravvivenza perché un’infezione non è un pericolo immediato, lo stress abbassa le difese immunitarie. Tutto qui.

Allora che fai vuoi davvero tornare alla vita “normale” di prima?
Nel prossimo post ti scriverò delle risorse che ho scoperto in questo isolamento forzato.

Pulizie di Primavera, perché farle?

Le pulizie di Primavera non mi sono mai piaciute, se anche per te è così, continua a leggere e scoprirai perché ho cambiato idea.

Da quando lavoro come freelance e passo più tempo in casa perché è anche il luogo del mio ufficio/studio ho scoperto che sono meno pallose di quando lavoravo 8 ore come dipendente ed  ero sempre troppo stanca per occuparmene come si deve.

Riducendomi sempre all’ultimo e lasciando indietro sempre qualcosa che inevitabilmente si accumulava per la volta successiva.

Ora, invece, sono una buona occasione per prendermi una pausa proprio dalla routine quotidiana di lavoro e nella situazione particolare di quest’anno ancora di più per i motivi che leggerai di seguito.

Gli effetti della cleaning therapy o terapia del pulire.

Una premessa da fare è che le pulizie di Primavera richiedono uno sforzo in quanto arriviamo dall’ Inverno dove tendiamo a rallentare e per questo siamo anche un po appesantiti.
Ricominciare rassettando qualcosa, pulendo qui e là, riordinando le stanze di casa può aiutarti a riprendere il ritmo e a riattivare l’energia del Legno di questa stagione!

Pulire è come alzarsi presto per fare la pratica del mattino, a volte è dura, ma ti sveglia e ti rimette in asse per affrontare la giornata, in questo caso  con la Primavera.

Questi gli effetti

  • Mentre riordini, aiuti anche il processo cerebrale di rimozione di dati inutili, quei file che solitamente ci riempiono la testa ma sono ormai obsoleti come vecchi pin o informazioni in disuso.
  • Per molti è uno dei momenti stagionali peggiori, ma il cambio degli armadi aiuta a ripensare al proprio stile, a cosa ci piace ancora e cosa no, se poi hai ricevuto indicazioni da lei, lei o anche lei avrai modo di approfittarne per rigenerarti e reinventarti magari cambiando degli accostamenti e qualche accessorio ad hoc per la tua stagione cromatica
  • L’occasione buona per  fare spazio con del sano decluttering, la pratica assai virtuosa di origine scandinava (ma com’è che tutte le robe fighe arrivano da li?) che ti fa uscire dal circolo vizioso dell’accumulo seriale di oggetti, vestiti, bomboniere e campioncini da profumeria che oggi con la pratica del “no waste” ancora meno desiderabili.
    Si tratta semplicemente di eliminare il superfluo, alleggerendoti da tutto quello che è rotto, inutilizzato, accessorio per mantenere solo l’essenziale e ciò che realmente utilizzi, in pratica se scovi cose di cui non ricordavi nemmeno l’esistenza, allora è proprio ora che te ne liberi, peccato che mio marito si ricordi di tutti i fumetti che ha XD.
  1. A livello energetico accumulare oggetti non utilizzati rappresenta un blocco, una stasi e dove non scorre energia, si sa che non è un bene vero?
  2. Inoltre possedere tanti oggetti pulirli e prendersene cura, vuol dire sottrarre tempo ad “altro”.
  3. Impara a lasciare andare gli oggetti superflui, vedrai, sarà come un allenamento per farlo poi anche con pensieri, preoccupazioni e impegni non più in linea con le tue scelte di vita.
  • Una casa riordinata ti aiuterà a tenere in ordine pensieri, priorità senza contare che mantenerla così comporta una pianificazione, una capacità organizzativa che può essere vista anche questo come un allenamento a spezzettare un grande obiettivo, in tanti piccoli passi ed aiutarti ad acquisire un metodo da utilizzare per il raggiungimento anche di altri obiettivi in altri ambiti della vita.

 

Di stanchezza fisica e mentale

Altro vantaggio che ho molto apprezzato nel fare pulizia in questo periodo di isolamento è stata l’attività fisica derivata dal pulire porte vetri lampadari e termosifoni, dal sali e scendi dalla scala, dal piegarsi e dal sollevarsi, dai lavori con le braccia.

Attività fisica che mi ha fatto sentire stanca, ma quel tipo di stanchezza fisica che libera le endorfine creando benessere e rilassamento, ben diverso dalla stanchezza mentale meno facile da alleggerire.

Ma se ti sforzi di rimanere nel presente e affronti le pulizie come una sorta di training di mindfulness, avrai anche un effetto di pacificazione della mente liberandola non solo dal rumors comunicativo di questi giorni, ma anche dall’ ansia anticipatoria legata agli eventi futuri.

E’ stato salutare avere un impegno quotidiano fisico e ben definito, un obiettivo impegnativo, che non solo scandisce e da ritmo alle giornate ma ti permette di ritrovare anche una certa creatività, non solo in cucina, ma riscoprendo passioni come colorare, disegnare o altro che finalmente puoi ritrovare in questo tempo sospeso.

La pace interiore

Per quanto riguarda la leggerezza e la conseguente pace verso qualcosa di interiore ho riflettuto sulle cose che potrò continuare a fare, spero nel modo migliore, anche quando questa situazione d’urgenza terminerà, ne condivido alcuni aspetti:

  1. mantenere le pratiche di centratura giornaliere grazie alla mia versione personalizzata dell’Ora Sacra, ne ho scritto QUI
  2. Mantenere dei rituali simbolici, visto che in queste settimane mi hanno permesso di sentirmi connessa alle persone care come familiari amici, ma anche a tutte quelle con cui lavoro o condivido percorsi di crescita personale e professionale.
  3. Portare ancora di più l’attenzione ad una alimentazione sana e naturale che rinforzi il sistema immunitario.
  4. Programmare maggiormente la frequentazione degli amici utilizzando , se necessario, anche strumenti diversi quando non è possibile incontrarsi.
  5. Praticare costantemente  Focusing sia individualmente che in gruppo e organizzare una tantum dei Changes live.
  6. Preparare il Primo Corso Base di Focusing di gruppo interamente on line entro il 2020, se pensi di essere interessato iscriviti alla lista VIP e ti terrò aggiornata.

Allora? Ora sei pronta a fare anche tu le Pulizie di Primavera? Vuoi aggiungere altro nei commenti che può tornare utile conoscere?

Arcobaleno

Se la paura fa novanta, tu fai qualcosa…ma non ignorarla!

La paura di questi giorni è la base da cui partire per questo viaggio verso la pace, la mia parola guida di questo mese, guarda caso.
La pace non è difficile da comprendere, lo è di più da raggiungere e secondo me soprattutto da mantenere perché tutti noi abbiamo ricordi, sensazioni e vissuti di pace ma diciamolo, non è la nostra condizione abituale.

Comprendere la Pace

Come dice Vimala Thakar:
“La vera pace, sia individuale sia mondiale, non è frutto di marce o di riunioni ai vertici, ma potrà derivare solo da una trasformazione della persona, da una ‘mutazione’ globale, olistica.”

Raggiungere la pace

Implica una costante osservazione di come “risuoniamo” agli eventi esterni , sì perché non sono i fatti a produrre conseguenze, ma come noi interpretiamo ed elaboriamo gli stessi che poi è il motivo per cui tuo marito fa le pulizie di casa e tu non te ne accorgi, eheh.

Come spiegavo nella serie di post sulla meditazione, il nostro IO inforca sempre occhiali differenti e non esserne consapevoli crea delle sviste notevoli.

Mantenere la pace

Mai come in questo periodo di isolamento forzato messi apparentemente in scacco da un microorganismo infinitamente piccolo stiamo sperimentando in ogni luogo, nella nostra casa, nelle istituzioni governative e sociali nonché religiose, quella che tra tutte è la principale causa di guerre e conflitti interni e/o esterni: la Paura.

Ammesso che si sia sperimentata la pace e che si sia raggiunto uno stato di equilibrio e quindi un certo ben-essere, come non farsi condizionare dalla paura?

Prima di tutto accettando di averla, è assolutamente legittimo e anzi utile provare questa emozione, è ciò che ci permette di non farci male, di tutelarci, ma una cosa è riconoscere di avere paura ed un’altra essere schiavi della paura.

Segue qualche riflessione per stare con la paura senza subirla o alimentarla.

Nutrimento

  • Non solo di cibo sano che rafforza il sistema immunitario come raccontavo qui, ma anche per non farlo diventare il canale di sfogo di ansia e noia;
  • di nutrimento attraverso sensazioni piacevoli, letture interessanti, stimoli attraverso i quali entrare in risonanza con ricordi, memorie e sensazioni positive, potenzianti anziché subire quelle negative e limitanti.
  • Non guardare troppo tv e social, lo so bisogna spostare il locus of control dall’esterno all’interno ma si può, fidati;
  • Affidati solo ai bollettini ufficiali, io mi trovo bene con il Post,  basta iscriversi alla loro newsletter per ricevere le giuste info.
    O semplicemente cerca su internet i siti del Ministero della Salute, della tua Regione e del tuo Comune, lì troverai tutto ciò che di importante devi conoscere come numeri di telefono e indicazioni da seguire.
  • Che si tratti dell’ennesima bufala sulla durata del virus nell’aria o il bambinetto che fa ridere dicendo di non uscire di casa, entrambe stanno nutrendo la parte di te che rimane concentrata solo su questo aspetto del tuo presente.
  • #nutritidicosebelle come certe opportunità ora disponibili per tutti come quelle riportate QUI

Dare un senso

E’ una situazione che non sappiamo con certezza quanto durerà ed è quindi importante ritrovare un ritmo “normale” che scandisca le nostre giornate in questa situazione anormale:

  • Crea nuove routine, alla luce del tempo che adesso hai a disposizione, e attiva la creatività; che tu abbia i bambini a casa o sia single il tempo non è fatto solo di ore che devono trascorrere ma anche di situazioni con differenti priorità a cui far fronte a livello concreto, emotivo ed energetico e quindi prova a chiederti:
  1. Cosa posso imparare da questa situazione sul piano personale, cosa posso fare di diverso nelle relazioni in famiglia,  con gli amici e/o a livello sociale in questa situazione?
  2. E sul piano professionale, alla luce di questo blocco improvviso e certamente imprevedibile, c’è qualcosa che posso differenziare nei miei servizi/prodotti? Nel mio lavoro? Ci sono persone che vivono sempre in questo isolamento, posso aiutarle? Hai scoperto l’ homeworking, puoi ampliare questa modalità dove lavori o per chi lavori? E quanto sta incidendo tutto questo sulle spese in casa e fuori casa, sia in senso positivo che negativo?
    Scrivi le tue idee per migliorare te e la tua attività.
  • Cosa puoi fare in questo tempo sospeso che altrimenti non faresti e cosa farai dopo che questo periodo finirà?
    Scrivere è un ottimo strumento per rimanere in contatto con il sentire e contemporaneamente elaborarlo e se vuoi puoi scaricare il mio percorso gratuito dedicato a questo iscrivendoti qui.
  • #iorestoacasa e mi prendo cura di me e dei miei cari come posso e riesco.

La fiducia

  • Qual è il lato positivo in tutto ciò, come essere ape anziché mosca?
  • Come sostenere chi è con noi in questa situazione ? Figli, compagni, genitori, amici, posso essere luce per chi è in difficoltà più di me?

La paura viene nutrita dai pensieri che vivi nel passato (ieri potevo uscire e andare dove volevo) o da quelli che cercano nel futuro risposte che non cambiano lo stato oggi (cosa accadrà all’economia, quando torneremo alla normalità).

Pensieri assolutamente legittimi, ma che alimentano lo stato di incertezza e la preoccupazione senza che si possa agire in qualche modo poiché siamo ancora dentro la tempesta.

Per adesso è importante tenersi saldi, rimanere ben presenti a se stessi per utilizzare al meglio le nostre risorse ed energie.

Nel presente costruiamo il futuro e cambiamo il passato, quello di cui ho fatto esperienza grazie al Focusing  é che il corpo è un ottimo alleato per raggiungere questo equilibrio:

  • portare i movimenti della mente a rallentare, stando nel qui ed ora, è possibile sentendo con il corpo quei pensieri e quelle sensazioni che ci sono.
    Grazie alle qualità a.r.p.a. (accoglienza, rispetto, pazienza e amicizia/accettazione) posso descrivere e anche fare loro compagnia; se riesco a starci anche solo un po più di quello che farei normalmente, posso sentire “cosa c’è di nuovo oggi che mi può sostenere in tutto ciò?” e rimanere in ascolto empatico di ciò che c’è.

Per nutrire la consapevolezza e la fiducia che ne può derivare, condivido due tipi di esercizi:

  1.  utile per l’identificazione eccessiva che possiamo vivere con il corpo stesso (nelle sue funzioni fisiche), con la mente (giudicante) e con le emozioni (invadenti perché inascoltate) è quello di Roberto Assagioli, il fondatore della Psicosintesi, un PDF che contiene alla fine anche un audio dell’esercizio stesso registrato da me (abbastanza casalingo, eheh).
  2. l’esercizio del Fare Spazio di Gendlin che lui utilizzava per preparare il campo al successivo processo di focusing, è molto utile anche da solo.
    #andràtuttobene con questi esercizi ripetuti nel tempo diventa #vatuttobene
Gabbiano che vola

La Pratica del mattino, perché averne una?

Praticare al mattino è utile perché agisce sul nostro sistema nervoso vegetativo quello che non è sotto il controllo volontario, ma involontario e che innerva tutti gli organi; regola l’aumento e la diminuzione di parametri come la frequenza cardiaca, gli atti respiratori; permette la peristalsi intestinale ecc. ecc.

Prevenire è meglio che curare

Agire volontariamente sul sistema neurovegetativo, riequilibrandolo e rendendolo meno influenzabile da fattori ambientali “esterni” è qualcosa che l’essere umano pratica da millenni con discipline varie.

I fattori “esterni” incidono su pensieri, emozioni e/o sensazioni creando disequilibrio, allenare questo sistema in tempo di pace, vuol dire essere pronti in tempo di guerra, o almeno un pò meno influenzabili.

Può fare la differenza tra una giornata in balia del vento di maestrale e una invece con il timone della propria vita tra le mani, vuol dire essere in grado di farsi strada grazie al vento e non contro di esso.

Quando il “sapere” non vuol dire saper fare

Quando ho iniziato a praticare yoga nel 2001 con la mia prima insegnante Lucia Volta, ad un certo punto capii che l’ideale sarebbe stato praticare la sequenza preparata insieme al mattino, prima di iniziare la giornata:

• Per garantirmi una pratica quotidiana e non dare la precedenza ad “altro” come di solito accadeva;
• per usufruire dei suoi effetti a distanza durante la giornata e la Dea sapeva se ne avevo bisogno col lavoro che facevo, eheh!

Ma per quanto credessi fosse giusto, non ce la facevo proprio a svegliarmi un’ora prima e anche se avrei potuto abituarmi a farlo in realtà quello che mi frenava era proprio il “rallentare” appena sveglia, portare l’attenzione all’interno anziché al mondo esterno che mi aspettava.

L’idea di lasciare l’ energia che sentivo appena sveglia e che mi predisponeva all’esterno, al lavoro in corsia, per eseguire invece le sequenze di àsana, rallentare il respiro, coordinarlo ai movimenti e ascoltare le sensazioni rimanendo in ascolto, non era una cosa che sentivo adatta a me.

Purtroppo quella energia era in realtà un fuoco di paglia dovuto al cortisolo prodotto per lo stress, ma questa è un’altra storia.

Si cambia per gradi

Ma occorre anche una strategia per farlo.

Nel libro di S.J.Scott Un’abitudine sopra l’altra e negli altri testi dedicati alle abitudini, ho compreso che a volte non riusciamo a cambiare un’abitudine o ad inserirla nella routine, perché le abitudini sono come costellazioni di azioni collegate da fili invisibili che occorre riconoscere per poter apportare delle modifiche alla costellazione stessa:

  •  ad esempio per andare a camminare tutti i giorni, preparare l’abbigliamento la sera prima e metterlo sulla sedia in camera da letto, per vestirsi ed uscire senza fare altro prima, può essere una strategia per riuscire a fare qualcosa che diventa una nuova abitudine.
  • cambiare le abitudini alimentari può essere possibile imparando a fare la colazione (anche se sei gruppo “0” e non hai fame al mattino, eheh) perché, se fatta con alimenti sani come consiglia lei, ti permette di non arrivare all’ ora di pranzo con una fame esagerata che ti fa mangiare la solita bistecchina con l’ insalata (magari in busta), ma avere il tempo di cucinare qualcosa di sano e buono.
    Tutto questo permetterà di diminuire l’assunzione di proteine animali e magari imparare a predisporre anche una parte della cena per stare meno davanti ai fornelli. Tutto partendo dalla colazione perfetta!

Miracle Morning

Se hai letto il libro di Hal Elrod conosci già questa pratica del mattino che è diventato un vero e proprio fenomeno globale che ha aiutato tantissime persone a realizzare il benessere sia finanziario che relazionale.

Io l’ho letto l’estate scorsa, ma l’ho lasciato sulla mensola dei “Manuali” i libri da tenere a portata di mano ed essere riletti periodicamente, eheh.

L’ho trovato molto stimolante sia a livello motivazionale per alzarmi prima, sia per il fatto che avendo sperimentato diverse pratiche efficaci su di me, oltre lo yoga, stavo cercando il modo di raggrupparle e praticarle regolarmente tutte ed è quello che lui ha fatto!

Nella versione di Hal la sveglia al mattino è di almeno un’ora prima e riassume le pratiche con l’acronimo : Life S.A.V.E.R.S. dove, in breve:

  •  S sta per Silenzio/ meditazione (5 minuti)
  • A sta per Affermazioni / ispirazione (5 minuti)
  • V sta per Visualizzazione (5 minuti)
  • E sta per Esercizio / attività fisica (20 minuti)
  • R sta per Ricerca / lettura (20 minuti)
  • S sta per Scrittura /diario (5 minuti)

Ho messo un esempio di come si possono distribuire nel tempo, ma è solo una delle tante possibilità.

La mia Ora Sacra

Chi mi segue da un pò ha già sentito parlare di questo tempo/spazio nei miei Appunti di Viaggio, le newsletter in cui descrivevo le cose più personali come abitudini e conoscenze di tipo naturopatico che utilizzo per me.

Da febbraio è diventata la mia Mezz’ora Sacra, eheh, mi sono resa conto che dividere in due l’ora mi garantiva sia la pratica quotidiana che la necessaria varietà di esercizi per non annoiarmi nel fare sempre le stesse cose (ebbene sì sono una multipotenziale).

Dopo la bomba esplosa con il Coronavirus ho assolutamente verificato l’ efficacia di questa modalità.

Ecco le pratiche e il tempo :

OS#1 Ora Sacra 1 Lunedì-Mercoledì-Venerdì:

  1.  Affermazioni (di frasi ispirazionali o esercizi di auto-affermazione) o Ave Maria in latino, 5 minuti;
  2. Pranayama (tecniche di respiro di vario tipo), 5 minuti;
  3. Cammino, 20 minuti o Decluttering 20 minuti.

OS#2 Ora Sacra 2 Martedì-Giovedì-Sabato:

  1. Esercizio e audio IO SONO e/o il Radicamento con i 5 Spazi, 10 minuti;
  2. Yoga 15 minuti;
  3. Meditazione, 5 minuti.

Creare la nuova abitudine

Queste sono le tempistiche minime, può accadere che prolunghi il tempo di una delle 3 pratiche arrivando così a 45 minuti, ma il minimo della pratica quotidiana è di 30 minuti escludendo il tempo di compilazione del Diario di Bordo che compio tutti i giorni mattino e sera.

Compilare il Diario mi aiuta a rimanere focalizzata sugli obiettivi e sulla pratica della gratitudine quotidianamente se non compilo il diario di bordo scrivo il mio Bujo (Bullet Journal).

Quello che non sai è che non ho cominciato subito con 30 minuti, ma con 9 minuti, sì hai letto bene, anzichè 5 minuti di Ave Maria erano 3 minuti, così come 3 di meditazione o Pranayama, Camminavo 10 minuti e facevo solo un’asana di yoga, 3minuti e così per qualche settimana.

Tutto perché più che fare era importante abituarmi a fare, era meno importante cosa e quanto, ma semplicemente riuscire a fare qualcosa tutti i giorni!

Inutile dirti quanto questa pratica mi abbia sostenuta in questi giorni difficili in cui rimanere connessi al proprio Centro è fondamentale per non farsi travolgere dalla tempesta di turno.

Buona Vita

 

 

Preparati alla Primavera con le 5 D

Per molti l’arrivo della primavera è causa di problemi e fastidi di varia natura allergie, stanchezza, nervosismo e umore variabile; per non parlare di chi ha delle patologie croniche come gastriti, coliti o altro che si “risveglia” causando non pochi disagi, ma con le 5 D potrai prepararti al suo arrivo e chissà, magari riuscire a vivere questa transizione meno spiacevolmente.

Passare da un energia di tipo “centripeta” come quella invernale ad una energia “centrifuga” rivolta all’esterno e attivante come quella primaverile, crea a tutti qualche fastidio.

Negli anni ho provato di tutto e di più, i consigli che scriverò di seguito sono una breve sintesi delle cose che mi hanno aiutano di più e che spero potranno sostenere anche te in questo periodo di transizione.

D come Detossinazione

Notoriamente in inverno si tende a mangiare cibi più calorici anche se ormai i nostri appartamenti sono ben riscaldati e noi non camminiamo più per chilometri tutti i giorni come si faceva un tempo, di sicuro il numero inferiore di ore di luce si ripercuote sulle ghiandole che producono ormoni e perciò anche sul metabolismo rallentandolo.

Per preparare l’ organismo al risveglio energetico della Primavera e al passaggio a cibi più leggeri, sarà sufficiente evitare alcuni alimenti:

  • gli zuccheri  aggiunti non solo nel caffè, ma controlla anche gli alimenti che acquisti, spesso ne sono ricchi ma se non leggi l’etichetta non lo sai;
  • la pasta e i prodotti da forno raffinati (farina bianca);
  • l’alcool;
  • i prodotti animali, che contengono grassi meno buoni di quelli contenuti nei legumi, prova a segnare quando mangi proteine animali (formaggi, uova, carne rossa e carne bianca, affettati ecc.) e vedi se riesci a mantenere le due volte a settimana per il periodo di detox, ovviamente meno sarebbe anche meglio;
  • I conservanti nei prodotti confezionati;
  • Bevi sufficiente acqua.

Mi raccomando è ancora presto per centrifugati con millemila verdure o frutta (che se anche sono semiliquidi impegnano parecchio il fegato), così anche per le insalatone piene di ingredienti diversi;

per detossinare occorre far lavorare al minimo fegato e cistifellea e aumentare le fibre che ripuliscono l’intestino, quindi sì a pane, pasta o riso integrali, se proprio non puoi evitare i prodotti da forno per 10 giorni.

Ricorda che se vuoi evitare i diserbanti l’integrale deve essere sempre biologico.

Dormire bene e sufficientemente lo inserisco qui tra le pratiche di depurazione!

D come Decluttering

Con l’arrivo della primavera si riattivano le energie sopite e sono cariche di un potenziale di rinnovamento che sarà possibile sentire appieno ed utilizzarle al meglio, solo riuscendo a far loro spazio nella tua vita e per questo scopo il decluttering è quello che ti occorre!

Ufficio

comincia a ripulire e riordinare l’ambiente di lavoro, se non hai un ufficio o uno studio sistema la tua scrivania, i documenti (c’è sempre qualche fattura, bolletta o garanzia che puoi eliminare) e gli appunti dell’ultimo corso o dell’ultimo Ted Talks che hai visto, sicuro che devi tenerli?

Non dimenticare la pulizia nel PC, accumuliamo file e documenti che non sempre vale la pena conservare.

Casa

la casa non è solo un tetto che ci ripara dal freddo e dalla pioggia, è il luogo dove ricarichiamo le energie, dove teniamo le cose a noi care e dove viviamo con le persone che amiamo.

Ma nel tempo accumuliamo un sacco di oggetti, vestiti, robe elettroniche, libri ed  elettrodomestici  che non solo tolgono spazio agli ambienti alla circolazione delle energie in essi, ma ci tolgono anche energia per essere accudite, spolverate, riparate ecc.

Più cose possediamo, meno possiamo prendercene cura veramente e meno tempo abbiamo  da dedicare ad altre attività più in linea con i nostri desideri e con i cambiamenti della vita.

Alleggerendo e pulendo gli spazi in cui viviamo (auto inclusa)  faremo circolare nuove energie nella casa e negli altri spazi, ma soprattutto in noi.

D come Disidentificazione.

Secondo la Psicosintesi il nostro Io si identifica continuamente con modelli, ruoli, sub-personalità, copioni, come se ad ognuno di essi corrispondesse un paio di occhiali specifico che il nostro Io continua a cambiare;

disidentificarsi allora vuol dire spostarsi da quegli occhiali, e continuare a farlo da tutti i contenuti della coscienza fino a quando non rimarrà che un Io che è un Centro di pura autocoscienza, un centro di pura consapevolezza. L’ esercizio di Roberto Assagioli che porta alla fase di autoidentificazione e centratura del sé lo trovi QUI.

Iniziare la giornata con un esercizio di centratura può davvero trasformare la giornata stessa prova a praticarlo per almeno 28 giorni (secondo gli ultimi studi almeno 33, in verità) e mantieni il focus sugli effetti di questo esercizio e trascrivilo nel tuo diario oppure nel mio 😉 .

D come Dedicarsi del tempo di qualità

Possono anche essere solo 15 minuti al giorno ma che siano 15 minuti in cui fai qualcosa che ti fa davvero star bene.

In questo periodo mi sono accorta che mi piace prendermi cura delle piante di casa, non ne ho tante perché ho un giardino grande, ma quelle che ho: le spolvero, le annaffio, ci parlo e questo mi fa stare molto bene.

Se ti piace colorare allora ti consiglio il mio percorso gratuito sui Magnifici 7chakra con tanto di info su ogni chakra e Màndala da colorare 😉

D come Desiderare

Quinta e ultima D desidera qualcosa e immagina di poterla realizzare, che sia la giornata ideale oppure un viaggio che vorresti fare mettiti a tavolino e decidilo come se potessi veramente realizzarlo entro l’anno.

Se fosse un viaggio: immagina con chi farlo, la meta, il volo o i mezzi con cui farlo, scegli le tappe e cosa andare a visitare in quei luoghi, in che stagione andrai, che vestiti porterai con te…. mai come in questo periodo così segnato sarà propedeutico sentire di nuovo la libertà che di solito dai per scontata, ma che invece non lo è affatto e desiderare è da sempre un buon motore per agire e muoversi verso qualcosa.

Se l’argomento decluttering ti piace, puoi leggere anche questo post.

Consapevolezza, Centratura, Presenza, cosa sono, perché sono importanti?

Consapevolezza, Centratura e Presenza sono 3 modalità per esprimere differenti livelli di capacità di essere coscienti di sé.
La struttura psicologica deputata a questa funzione è quella dell’ Io.

P.G. Nocella scrive, “L’io è spesso confuso con la personalità cosciente, ma in realtà è diverso da questa”. Nella Psicosintesi, infatti, “i mutevoli contenuti della coscienza, come i pensieri, le sensazioni, le emozioni, le immagini, i desideri e le intuizioni sono distinti dall’ io autocosciente che li contiene, li percepisce, li osserva”.

Esperienza 1

Prima di proseguire nella lettura prenditi un minuto e segui queste semplici istruzioni:

  • metti un dito su qualcosa vicino a te, un foglio, un oggetto e senti cosa percepisci sfregando, toccando quella superficie; cosa stai percependo con il tatto? La sensazione di qualcosa di liscio o di ruvido? Qualcosa di freddo o caldo? Che sensazione stai provando? Rimani ancora un attimo con la tua percezione…
    adesso fai un respiro più profondo e sposta la tua attenzione dal dito (che manterrai ancora in contatto con la superficie scelta) al resto del tuo essere qui in questo momento mentre osservi tutto ciò …Ora sei il dito, le sensazioni che percepisci, ma sei anche chi osserva….senti la differenza?

Osservare per comprendere

In questo esercizio molto semplice (ricevuto da Marina Blandino durante un seminario sull’Io) possiamo dire che la consapevolezza è rendersi conto che stai strofinando l’indice sul foglio, è sentire com’è il foglio con il senso del tatto (se utilizzassi l’odorato sarebbe un’altra cosa e cambierebbe anche se utilizzassi il senso del gusto, bleah!).

Quindi essere consapevoli è conoscere, anche mentre guido e penso ad altro io sono consapevole che sto guidando, anche se il guidare in senso concreto lo faccio automaticamente.

Quando però divento consapevole di essere consapevole c’è una meta-consapevolezza, come quando nell’ esercizio di prima ti ho fatto notare che c’era l’essere consapevole dell’effetto dito sul foglio, e poi qualcos’altro in te che osservava quel che stava accadendo.

Avremmo potuto allargare la consapevolezza (consapevolezza panoramica) anche a ciò che accadeva attorno e quindi nell’ambiente circostante, pur mantenendo nel campo della consapevolezza anche il dito che sentiva.

Se vuoi riprovarlo con questa variante ti aspetto e ci ritroviamo fra qualche minuto, altrimenti continua a leggere.

Cos’è la Presenza

Se fossimo in grado di vivere sempre nel flusso di coscienza del presente allora si direbbe che siamo Presenti, ossia che percepiamo la nostra esistenza qui e ora, profondamente e consapevolmente, unendo i livelli di consapevolezza descritti prima.

Questo prestare attenzione momento per momento in Occidente ha preso il nome di Mindfulness.

In Oriente ha nomi differenti come le diverse discipline che nella loro pratica includono la presenza mentale come:
Meditazione, Yoga, Arti varie come ti raccontavo nei post dedicati all’ argomento “meditazione”.

Grazie alla risonanza magnetica funzionale (fMRI) sappiamo ormai che sono tutte pratiche valide nel miglioramento dello sviluppo non solo della stessa consapevolezza, ma anche della concentrazione, della chiarezza mentale e della salute in generale.

Chi sono io?

Con la citazione della Novelli abbiamo scoperto che l’ io cosciente non è quello che si identifica con i mutamenti della coscienza, ma un riflesso di una coscienza più ampia che include l’io stesso, e questo è il cosiddetto Sé.

Come dice Piero Ferrucciè quella parte di noi che è sempre sana e che corrisponde alla nostra vera identità e che rimane sempre uguale a se stessa…nel centro siamo padroni di noi stessi, siamo a casa anziché essere schiavi esiliati in una terra lontana; siamo vigili, invece di essere preda di sogni angoscianti; siamo noi stessi invece di essere altro da noi. Il centro è il nostro Io”.

Quel senso di identità che ci permette di dire Io a 2 anni, a 30 o a 70 e che ha quindi una qualità di continuità.

Inconscio e centratura

In molti siamo a conoscenza che siamo consapevoli della realtà solo per il 10% del suo totale, perché il restante 90-92% è completamente immerso nell’ inconscio e quindi nel mondo del non-visibile.

 

Uovo di Assagioli

Diagramma di Assagioli

 

Quando si parla di Centratura si vuole indicare la capacità di essere un Sé più ampio, poiché consapevole delle identificazioni del piccolo sé (io) con i contenuti parziali (emozioni, pensieri, credenze ecc).
Quando siamo s-centrati :dimentichiamo noi stessi, viviamo ai margini del nostro essere e in balia dei nostri fantasmi”.

Essere Consapevoli, essere Centrati, essere in Presenza sono tutti termini che indicano il raggiungimento (a vari livelli) della capacità di connessione tra i nostri stati di coscienza e l’IO e di quest’ultimo all’ ambiente circostante.

Potremo così “tornare a casa”, una casa imperturbabile, sicura, sostenente, ampia, luminosa e ricca.

Più riconosceremo che siamo sia questo sia quello (il dito, le sensazioni e l’Osservatore) più integreremo il mondo interno ed “esterno”, incluse le nostre relazioni con persone, oggetti, animali, piante.

 

Perché ritrovare L’Io sovrano, il Centro?

Allenandoci a mantenere un’osservazione curiosa, aperta e soprattutto non giudicante rispetto se stessi, non solo aumentiamo la conoscenza e la consapevolezza, ma riduciamo l’apparente distanza tra noi e il resto del mondo.

Le relazioni, la conoscenza di se stessi, la sicurezza e l’autostima, sono tutti aspetti che dipendono direttamente dalla capacità dell’ Io di essere consapevole dei suoi meccanismi di difesa, dei suoi automatismi e di ciò che lo intrappola e limita la realizzazione.

Lo strumento per coltivare questa consapevolezza lo sceglierai tu, potrai trovare qualche spunto qui, ma a tal proposito ti racconto una storia:

IL TEMPO NON E’ POI COSI’ IMPORTANTE
Un maestro zen radunò i suoi discepoli e disse loro:
“Chi si sforza, può raggiungere l’illuminazione in sette giorni.
Se non vi riesce, di sicuro la raggiungerà in sette mesi, o in sette anni.”
Entusiasmato, un giovane domandò come poteva riuscire a raggiungere la saggezza in soli sette giorni.
“Concentrazione”, fu la risposta che ottenne.
Il giovane cominciò a praticarla, ma dopo dieci minuti si era già distratto.
Ricominciò, ma di nuovo perse la concentrazione.
Dopo una settimana non aveva ottenuto niente di concreto ma stava più attento alla propria ansia e alle proprie fantasie.
A poco a poco cominciò ad abituarsi all’ idea che il tempo non è poi così importante sul cammino spirituale.
Un bel giorno il ragazzo decise che non era necessario arrivare rapidamente alla meta, dato che il cammino gli stava insegnando molte cose.
E fu proprio in quel momento che divenne illuminato.

Se in questo periodo non stai praticando qualcosa in particolare, ti consiglio caldamente l’esercizio di disidentificazione e auto-identificazione di Roberto Assagioli, una meditazione che mi accompagna ancora nei momenti di s-centramento con ottimi effetti!