All posts filed under: Counseling

Il Counseling nasce nei paesi anglosassoni in occasione dei rientri dei soldati sopravvissuti alla guerra in vietnam e nei licenziamenti di massa durante il crollo dell’economia sia in america che nel regno unito. Nasce, quindi, come un metodo di mutuo aiuto. Una volta superata l’emergenza, verrà utilizzato nell’orientamento scolastico e lavorativo . In Italia la pratica del Counseling è stata riconosciuta con la legge 4/2013 delle Professioni non riconosciute. Nel Counseling si utilizza principalmente lo strumento dell’ Ascolto Attivo e soprattutto le capacità di Empatia, Autenticità e Congruenza che rappresentano le qualità di un buon counselor.

Candele accese

Visualizzazioni, Meditazioni, sottofondo musicale sì o no?

In questo post ti parlerò ancora di Visualizzazione, in particolare nell’aspetto del sottofondo musicale che spesso si utilizza in questa tecnica dalle svariate applicazioni. Parlo di visualizzazioni ma anche delle meditazioni guidate, perché in entrambi i casi ho visto utilizzare la musica di sottofondo dove potrebbe esserci la pausa di silenzio. Come parli? Come ascolti? Quando comunichiamo utilizziamo Canali o livelli di comunicazione che si differenziano in linguaggio verbale (7%), linguaggio para-verbale  (38%) e linguaggio non verbale (55%). Questi canali sono importanti quando comunichiamo poiché la loro congruità determina l’efficacia o meno della trasmissione del messaggio che arriva al ricevente. Occorre avere consapevolezza che nella visualizzazione è importante il cosa ma anche il come viene detto e fatto. A prescindere dai canali che trasmettono il messaggio, la sua ricezione viene condizionata anche dai VAK del ricevente. Il concetto originale di VAK, è stato sviluppato da psicologi e pedagoghi, come Fernald, Keller, Orton, Gillingham, Stillman e Montessori, a partire dal 1920. Ma cosa sono questi VAK? Sono i sistemi rappresentazionali che tutti abbiamo ma che utilizziamo …

Arcobaleno

Se la paura fa novanta, tu fai qualcosa…ma non ignorarla!

La paura di questi giorni è la base da cui partire per questo viaggio verso la pace, la mia parola guida di questo mese, guarda caso. La pace non è difficile da comprendere, lo è di più da raggiungere e secondo me soprattutto da mantenere perché tutti noi abbiamo ricordi, sensazioni e vissuti di pace ma diciamolo, non è la nostra condizione abituale. Comprendere la Pace Come dice Vimala Thakar: “La vera pace, sia individuale sia mondiale, non è frutto di marce o di riunioni ai vertici, ma potrà derivare solo da una trasformazione della persona, da una ‘mutazione’ globale, olistica.” Raggiungere la pace Implica una costante osservazione di come “risuoniamo” agli eventi esterni , sì perché non sono i fatti a produrre conseguenze, ma come noi interpretiamo ed elaboriamo gli stessi che poi è il motivo per cui tuo marito fa le pulizie di casa e tu non te ne accorgi, eheh. Come spiegavo nella serie di post sulla meditazione, il nostro IO inforca sempre occhiali differenti e non esserne consapevoli crea delle sviste …

La sincerità è come una bambina da prendere per mano

Di autenticità e congruenza

Oggi ti voglio parlare dell’autenticità perché mi sono resa conto che questo termine è stato molto spesso confuso con l’impulsività, utilizzato a vanvera, decontestualizzato. Lo penso col cappello del counselor, che ha un interesse professionale a che ci sia una diffusione corretta del significato e dell’importanza di questo comportamento, ma anche da perfetta sconosciuta entrata nel mondo del web da poco più di due anni, che sente che tutti quelli che ci sono hanno una qualche responsabilità nel non alimentare l’ignoranza, almeno quando è possibile. Autenticità Essere autentici non vuol dire: dire tutto quello che ci passa per la testa in un dato momento o situazione a chiunque; dire sempre la verità (che poi: esiste una verità sempre condivisibile?); non avere pudore per certi aspetti privati (questa sono io!); straripare di parole, giudizi e quant’altro perché convinti che questo sia essere liberi; non considerare il diritto dell’altro di non subire il nostro “sproloquio”! Essere liberi e vivere in una democrazia non vuol dire non avere la responsabilità delle conseguenze delle nostre parole o azioni. Come …

Donna seduta al tramonto

Perché utilizzare una Visualizzazione, a cosa serve.

Se vuoi sapere perché utilizzare una Visualizzazione continua a leggere questo post e scoprirai che visualizzare è una capacità collegata ad una funzione psicologica, quella immaginativa. Questa funzione è utile per immaginare il tuo attore preferito nella vasca da bagno, eheh, ma anche per svolgere concretamente un’ azione (entrarci pure tu nella vasca XD!). Come funziona Ogni volta che nella vita abbiamo appreso qualcosa, il nostro cervello ha prima immaginato quel “qualcosa” per imparare a farlo e anche se questo processo è inconsapevole, gli studi di neuropsicologia hanno studiato come si attiva questa funzione. E’ stato dimostrato, infatti, che quando si immagina di fare un movimento o un’azione, viene attivata l’area premotoria del lobo frontale che è deputata a programmare il movimento e, anche se poi esso non verrà svolto, l’azione verrà “preparata”. Un esempio pratico di come si utilizza questa funzione, è quello di un’ attività molto complessa come quella di una gara agonistica. In questi casi è parte integrante dell’allenamento dell’atleta immaginare ogni aspetto della gara, ancora prima di svolgerla. Questo viene fatto …

Di blocchi creativi e modi per superarli

Il mese della super luna è alla fine e il post blog mensile che di solito pubblico con la luna piena deve ancora essere scritto. Allora realizzo che può essere una buona occasione per mettere in pratica ciò che insegna il Focusing e superare il blocco di qualsiasi natura. Cosa si fa in questi casi? Si parte dal principio e dal perché, decido di ricordare perché voglio scrivere un blog, qual è l’obiettivo, la vision (diffondere il Metodo Focusing) e in senso più specifico qual è lo scopo per cui scrivere il prossimo post (collegarlo a un progetto in corso)? Tu puoi chiederti cosa c’è dietro quella cosa che dovresti fare ma non fai; perché invece di solito la fai? Che motivazione hai per portare avanti quel dato impegno, quel comportamento o altro, non essere frettolosa/o e senti nel corpo cosa succede in corrispondenza di ogni possibile motivazione. Se vuoi un aiutino, in questo post trovi l’ “esercizio dei perché”. La mia motivazione ce l’avevo sotto agli occhi… era proprio la difficoltà, il percepire qualcosa …

Di novembre, di pause e di motivazione

Quando arriva questo periodo dell’anno mi sento spesso in attesa, in pausa, percepisco molto fisicamente questo periodo di transizione. L’ avvicinarsi della fine di un ciclo e sentire l’ arrivo/inizio di un altro, come dicevo anche nel post “Scusate il ritardo” mi fa questo effetto, a volte. C’è qualcosa in me che si “ritira”, rallenta, lascia andare, è un periodo d’oro per meditare e riflettere. Peccato che a questo stato interiore si contrapponga un periodo in cui è necessario fare un lavoro di verifica degli obiettivi, raggiunti o meno, e iniziare ad ideare, pianificare e organizzare quelli per il prossimo anno. Obiettivi Se per gli obiettivi professionali ho un metodo da seguire che mi permette di lavorare per: il calendario business, marketing, editoriale; decidere che servizi offrire; a chi; quando e come; per quelli personali inizialmente mi ritrovo a partire sempre da obiettivi moooolto ampi e moooolto generici: “vorrei fare un’attività fisica per stare bene”; “vorrei dimagrire quei chiletti che mi sono rimasti addosso dall’ ultima gravidanza” oppure “vorrei riprendere un hobby” “vorrei approfittare che i figli sono …

Giornata Mondiale dell’Ascolto 21 ottobre 2018

Having been heard, people are free to let go of whatever it was and take in what we say. But as long as their own message is not taken in and acknowledged, they will keep sending that message and cannot easily take anything else in. (E.T.Gendlin fondatore del Focusing) Se io non ti ascolto, mi ripeterai il tuo messaggio in tutti i modi, rimarrai identificato con ciò che stai cercando di farmi arrivare e non avrai spazio per ascoltare me. Se io ti ascolto tu sarai libero di lasciar andare quel concetto/problema e avrai spazio per ascoltare anche me. Da che mondo è mondo le persone si sono sempre preoccupate di aiutare e prendersi cura degli altri con quello che definiamo mutuo sostegno, l’ascolto è uno strumento che è sempre esistito ed ha svolto questo servizio socialmente utile fin dalla notte dei tempi. Poi è entrato a far parte di altre Istituzioni come le Religioni, un esempio lo abbiamo con la pratica della confessione nella tradizione cristiana, che a parte il suo significato spirituale, è …

Esprimi un desiderio, anzi di più!

La notte di San Lorenzo è trascorsa da pochi giorni e forse anche tu ammirando lo sciame di stelle cadenti hai espresso un desiderio, anzi di più? Se non hai avuto l’occasione, non disperare perché la sera rientrando a casa camminando ancora col naso all’ insù, oppure dal luogo in cui sei in vacanza, ancora meglio, potresti ammirare ancora qualche stella cadente all’ orizzonte e mi raccomando ricordati di esprimere dei desideri quando ciò avverrà perché sai, giocare e desiderare sono molto più importanti di quello che credi! Perché desiderare secondo il dizionario significa – sentire la mancanza di ciò che è piacevole, buono, necessario; richiedere, chiamare, volere – . Deriva dal latino siderale , ossia astri, mentre de-siderare voleva dire smettere di dipendere dalle potenze astrali e guardare altrove. In poche parole io desidero, come ricorda Igor Sibaldi, quando comincio a dire “qui tutto va così e cosà ma a me non importa più di tanto perché io punto a qualcos’altro visto che quello che qui c’è già non mi basta”. Lo so, ora …

emojii dalla testa di Johnhoin

Di blocchi e sensi di colpa

Quante volte succede di sentirsi pronti a fare un passo verso il cambiamento in un certo ambito della vita e ci si ritrova bloccati da dubbi, incertezze o ripensamenti, come ad esempio: “Finalmente mi sento pronta a iniziare quel corso di ballo che mi aiuterebbe proprio a rimanere in forma…ma la fascia oraria del corso è proprio quella di cena e dovrei lasciare i figli da soli con il mio compagno/a”. Oppure “Evviva, finalmente il mio capo si è reso conto del mio valore aggiunto è mi ha fatto una proposta di lavoro davvero allettante che aspetto da anni… ma ho un genitore anziano che richiede maggiore attenzioni”. O semplicemente “Vorrei tanto acquistare quella borsa fighissima e costosa di quell’artigiana famosa…ma poi cosa penseranno le mie amiche di me, loro di certo non approverebbero!”. Insomma, scommetto che ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita quella fastidiosa sensazione che si palesa proprio nei momenti più felici o belli all’idea di ottenere la promozione, finalmente ballare o avere una cosa desiderata ma che, in …