Corpo e salute, Focusing del Dott. Gendlin
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Conosci il 6° Senso?

Conoscere il 6° senso

Tutti a scuola abbiamo imparato quali sono i 5 sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto.

Grazie a loro possiamo sviluppare la funzione sensoriale già dalla vita intrauterina, ma se vuoi conoscere anche il 6° senso continua a leggere e scoprirai che non è quello che ti fa vincere al gioco del lotto o parlare con i fantasmi, eheh.

Porte verso e dal mondo

I sensi possono essere paragonati a delle porte che ci connettono sia al mondo
esterno che a quello interno.
Questo accade anche negli animali.
Il corpo umano però, come ci ricordano le neuroscienze, a differenza della fauna e della flora e grazie al fatto che “sappiamo” di esistere, è sia oggetto che soggetto di
percezione e osservazione.

Sviluppo e crescita

Il senso del tatto e quello dell’olfatto sono fondamentali nella relazione mamma-neonato: quest’ultimo praticamente comunica e interagisce con l’ambiente
esterno (madre o chi per essa) principalmente attraverso il contatto e
le sensazioni.
Questa funzione, anche se meno utilizzata col passare del tempo per l’utilizzo della parola e di altre forme di comunicazione, rimane comunque sempre importante anche per noi adulti.
Il senso del tatto, e quindi la pelle, è molto importante perché definisce una barriera di protezione e anche il nostro primo confine, come scrive Ken Wilber nel suo libro Oltre i confini.

Di questo ce ne siamo potuti rendere conto proprio durante il lockdown e
con il distanziamento sociale in cui dobbiamo fare a
meno di abbracci, baci e altre forme di contatto.

“Chi mi dà una carezza che scorre come un brivido in questo vento
lieve impregnato di essenze?”.
(Kiu-Ko)

Rappresentare la realtà

Altri sensi come quello della vista e quello dell’udito sono anche canali percettivi o
rappresentazionali, ossia canali con cui rappresentiamo e
descriviamo la realtà che ci circonda e le
situazioni che viviamo, preferendo l’utilizzo di uno fra essi in modo del tutto differente e soggettivo.

Il terzo canale percettivo, quello cenestesico o
cinestesico, include i sensi del gusto,
dell’olfatto, del tatto, ai quali vanno aggiunte le percezioni di
pressione, calore e movimento.

Dei canali VAK (che è l’acronimo di Visivo-Auditivo-Kinestesico) ho scritto anche nel post Sottofondo musicale nella visualizzazione, sì o no?

 

ESERCIZIO

Qui propongo un esercizio che serve ad osservare quali di questi canali
percettivi è preponderante in te osservando gli aggettivi
e i predicati verbali che utilizzi nel descrivere qualcosa (ovviamente
una rondine non fa primavera, occorrono altri aspetti non verbali per
confermarlo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare).

  1. Scrivi o registra con il cellulare, se preferisci, una storia reale o
    immaginata e poi riascoltala portando l’attenzione alle parole che utilizzi .
  2. Suddividi un foglio in tre colonne e scrivi le parole in base a quale canale appartiene l’uno o l’altro termine, tra visivo (V), auditivo (A) e cenestesico o cinestesico (K).

Qui una tabella e qui un’altra.

Esempi: mi ha molto toccato quello che hai detto; sarebbe davvero
emozionante vivere una tale opportunità; ti sai muovere bene in
questo ambito (tutti aggettivi cenestesici); vedo meglio la situazione
se immagino cosa accadrà, è una visione bellissima la tua casa,
posso vedere cosa significa per te (visiva); non mi suona bene questa
storia, dovrei essere più armonioso, sono tutt’orecchi (auditivo).

Movimento e memorizzazione

Un altro aspetto legato a questo canale è che la persona che lo
predilige associa un’azione all’apprendimento e quindi sarà:

  • quello che deve scrivere gli appunti mentre assiste ad una lezione
    oppure che studia scrivendo i riassunti degli argomenti; o ancora,
  • quella che cammina mentre memorizza le tabelline o la lezione.
  • coloro che raggiungono risultati importanti nello sport, nei giochi di ruolo, nelle attività manuali e in tutte quelle che richiedono una particolare
    memoria di movimento, …peccato non averlo scoperto quando
    andavamo a scuola eh? XD

Percezione nello spazio del corpo

E’ un altro aspetto della funzione propriocettiva e cinestesica.
Questa funzione è collegata allo stato di contrazione dei muscoli del corpo stesso e anche quando ha il supporto della vista si definisce propriocezione.

Questa percezione non riguarda solo gli spazi esterni (esterocettivi) ma anche interni (enterocettivi).

Fu descritta per la prima volta da Charles Scott Sherrington ed è considerata il 6° senso in quanto regolata da una parte specifica del cervello (come gli altri 5).

Di solito è molto importante nella riabilitazione di articolazioni, muscoli e tendini ma oggi esploriamo un aspetto meno diffuso, quello della percezione della distanza tra te e ciò che ti circonda, come oggetti e persone.

ESERCIZIO di propriocezione

Siediti in una stanza della casa e chiudi gli occhi, fai qualche respiro più sottile e profondo fino a quando sentirai uno stato di quiete; poi porta la consapevolezza al tuo corpo nella sua interezza, alla postura e a come percepisci il posto in cui ti sei seduta.

Prenditi ancora qualche attimo per compiere dei respiri consapevoli e poi prova a percepire la distanza tra te e il soffitto, tra te e il pavimento; prova a sentire come percepisci la distanza a sinistra del tuo corpo, quindi tra te e la parete sinistra, e tra te e la parete destra; prova a sentire anche come percepisci lo spazio che ti separa dagli oggetti che conosci della stanza, una libreria, un tavolo, un mobile.

Mi raccomando di osservare cosa senti senza criticarti o fare valutazioni e soprattutto tenendo sempre presente che non c’è niente che deve accadere per forza, certe sensibilità vanno esercitate per poterle “riattivare”, dove portiamo l’attenzione lì possiamo percepire.

Prenditi cura di te

Adesso immagina di attivare questo 6° senso tra le persone e
prova ad osservare come reagisce il tuo corpo quando ti avvicini
ad una persona famigliare rispetto ad una che non conosci, dove
senti nel corpo eventuali tensioni?
A che distanza riesci a mantenere una postura rilassata e dopo
quando invece qualcosa si contrae? Con chi?
Questo ambito si chiama prossemica ed è un aspetto molto
importante da sviluppare, non solo per poter riconoscere quando
qualcuno si avvicina troppo, ma anche quanto possiamo avvicinarci
noi a qualcuno (come nel caso dei bambini).

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