Ascolto e relazione, Focusing del Dott. Gendlin

Focusing con Germana Ponte, l’intervista

Le interviste

Foto tessera di donna

In questa intervista conosciamo la Coordinatrice italiana di Focusing Germana Ponte, colei che mi ha formata come Trainer, è Laureata in Sociologia, Counselor, giramondo per lavoro e passione.

Valentina:
Ciao Germana, per chi non ti conosce o non è del mondo del Focusing, tu sei una delle prime Coordinatrici italiane del Metodo Focusing del Dott E.TGendlin, sei quella che ha portato il focusing nel nord Italia. Sono almeno 15 anni che insegni questo metodo a chiunque voglia conoscersi meglio.

Inoltre hai formato molti Practitioner che usano il focusing nelle loro professioni, e diversi Trainer che lo insegnano, e anche alcuni Coordinator che formano a loro volta dei Trainer.

Germana:
Sì, esatto…dico anche sempre che il Focusing è il mio amore senile, avendolo scoperto a carriera inoltrata di tutt’altro genere; e questa nuova perla mi ha portato a una maggiore armonia interiore e a una fiducia sana e profonda nel mio potenziale. Praticando e insegnando il Focusing ho infatti scoperto che c’è molto di più del Felt Sense (metafora corporea che riassume ogni nostro vissuto).

Valentina:
Giusto, infatti oltre insegnare il focusing, e formare Trainer e Coordinator, tu fai anche seminari avanzati come “Le Parti della nostra personalità e il focusing”. Avendo partecipato ad essi più di una volta, li ho trovati davvero utili per nuovi Shifts (o cambiamenti percepiti nel corpo) specialmente delle “parti” difensive che diventano boicottanti nel cambiamento.

Germana:
Sì, sono seminari specifici in cui è possibile contattare queste Parti della nostra personalità, conoscerle in diretta, con il risultato di un sano reset interiore. Inoltre la pratica del Focusing rende evidente che il nostro corpo, nella sua accezione più larga, è come una ricetrasmittente in grado di ricevere informazioni utili anche dal campo esterno (vedi ‘i campi morfici’ di R. Scheldrake).
E come ciliegina sulla torta, in modo semplice e naturale, grazie al focusing è spesso possibile scendere in profondità e contattare la nostra vera natura, quella che io chiamo l’Essenza di ogni cosa, e sentire che in quello Stato dell’ Essere noi siamo amati incondizionatamente.

Valentina:
E a proposito di questo se volete saperne di più leggete il primo libro di Germana:
Il Focusing e la saggezza del corpo. Dalla Persona all’ Essenza”. Ed. Mediterranee
Ma so che la tua vivace curiosità e l’amore per la conoscenza della realtà non immediatamente percepibile, ti ha condotta anche ad approfondire un’altra passione, ce la puoi esporre qui?

Germana:
Certo, il Focusing non è la mia unica passione. Ben prima, quando accompagnavo turisti in giro per il mondo, mi sono imbattuta in costruzioni straordinarie, alcune delle quali di difficile attuazione persino oggi con la nostra tecnologia avanzata. Naturalmente ho cominciato a farmi domande… Ed è così che mi sono imbattuta in ricercatori di tutto rispetto, ma considerati eretici dall’archeologia ufficiale, come Graham Hancock, Robert Buval e altri; più avanti in linguisti di fama internazionale come Zecaria Sitchin e Mauro Biglino, che hanno cercato di tradurre il più letteralmente possibile gli antichi testi mesopotamici e biblici, col risultato che ‘la nostra preistoria è tutta un’altra storia’. Ultimamente ho scoperto che anche nel campo della ricerca biologica e genetica dell’ homo sapiens ci sono dei ricercatori di tutto rispetto come Pietro Buffa, ancora tenuti ai margini dalla scienza ufficiale, ma con ipotesi molto interessanti.

Valentina:
Mi sembra qualcosa di davvero interessante…ho seguito una bellissima intervista rispetto a questo e se posso, la condividerei qui, e nello scriverlo so che solo i Focuser potranno percepirne il senso, perché durante il suo ascolto, e sicuramente c’entra anche il nostro vissuto di formazione condiviso, qualcosa in me ha risuonato con quello che esponevi in modo speciale.
La sensazione o felt-sense collegato è difficile da spiegare, ma è stato un po’ come se questo qualcosa avesse ritrovato un suo posto, un incastro perfetto come il pezzettino di un puzzle di cui però non sapeva nemmeno di far parte.
Perciò non mi resta che aggiungere per chi volesse saperne di più, di leggere il tuo secondo libro:
Homo Sapiens: evoluzione o manipolazione genetica? Cosa raccontano gli antichi testi” (questo l’ho pubblicato da me e lo potete prendere dal sito: ‘Il mio libro’. Trovate il video della relativa intervista sulla home del sito.
Hai qualcos’altro da aggiungere prima di salutarci?

Germana:
Sì, sembrerebbe che le mie due passioni non abbiano nulla in comune, ma non è così. Se hanno ragione tutti questi ricercatori che ho citato prima, e se l’evoluzione dell’ Homo Sapiens è stata forzata da una specie venuta dallo spazio per scopi del tutto egoistici: crearsi uno schiavo che facesse i lavori pesanti al posto loro, allora si spiegano molte cose. Una forzatura nell’evoluzione ha delle conseguenze pesanti, e infatti la specie umana sembra proprio difettosa, troppe malattie fisiche-psichiche-sociali, poca capacità di autoriparazione… Ecco che entra in ballo il Focusing come strumento in grado di riarmonizzare le varie forme di intelligenza che ci agiscono, e che sono tutt’ora disallineate. E talvolta, in modo semplice e naturale, farci percepire la ‘Vera Essenza’ di ogni cosa, e sentire che lì siamo amati incondizionatamente.

Valentina:
Germana, ti ringrazio tanto di questa intervista ci tenevo tanto perché mi hai permesso di diventare Trainer del metodo e approfitto anche per ringraziare Gioia De Marzi , la Counselor nonché Costellatrice Familiare e Trainer, anche lei tua allieva per quanto riguarda il Focusing, con cui ho fatto il Corso Base.

Ricordo a chi ci legge che per contattarti possono scrivere a: ponte.germana@gmail.com ,
mentre per ascoltare le presentazioni dei due libri possono andare sul tuo sito: www.ilfocusing.it

Valentina:
Prima dei saluti aggiungerei un ultima domanda:
A chi ci sta leggendo e non conoscesse questo metodo e vista la tua esperienza nel mondo del Focusing ma anche nella tua vita e a parte dire quello che molto sinteticamente definiamo come uno strumento di self-help che permette di riportare a casa pezzettini di noi esiliati migliorando la relazione con noi e col mondo, perché dovrebbero avvicinarsi a questa pratica?

Germana:
Perché è lo strumento migliore che io conosco fino ad oggi per sapere, e percepire, chi e cosa siamo veramente, e favorire l’emergere di tutto il nostro potenziale.
Grazie ancora e alla prossima occasione