Consapevolezza e Crescita Personale, Focusing del Dott. Gendlin
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Sintonizzarsi e fare spazio

Sintonizzazione

Salve!

Anche in questo post l’argomento trattato riguarda l’ “inizio”.

Come ben sai, se sei un focalizzatore, altrimenti lo scopri ora, il Processo di Focusing si può predisporre con due diverse pratiche:

  • la Sintonizzazione, che assomiglia vagamente al Training Autogeno e può variare in lunghezza ed essere breve, media o lunga (QUI il PDF delle Sintonizzazioni). La sintonizzazione, con l’esperienza e mantenendo uno schema di base, si può personalizzare anche un po’, ad esempio, in base al momento, all’ispirazione o al compagno con cui si sta focalizzando;
  • oppure, con l’esercizio del Fare spazio, che permette una profonda “centratura”, tanto da essere utilizzato anche da solo, ad esempio, in certi momenti di particolare “ingolfamento” emotivo- mentale (e se sei anche tu una donna multitasking vivrai spesso momenti del genere!). Anche questo esercizio si può variare in qualche piccolo aspetto, puoi leggerlo e sperimentarlo con questo PDF.

Lo scopo è scendere dalla testa al sentire corporeo

per rallentare il ritmo veloce in cui sei immersa e poter entrare in relazione con le parti del tuo corpo, senza vederle (proprietà propriocettiva), predisponendoti ad un ascolto più sottile per incontrare il Felt Sense (o sensazione significativa, senso percepito), che è l’oggetto di attenzione del processo di Focusing.

Gli effetti:

  • rilassamento,
  • aumento della concentrazione,
  • una capacità di osservazione e di un sentire, più profondo.
  • che puoi ricorrere a queste pratiche in maniera spontanea anche in altre situazioni che non legate al processo di Focusing;
  • utilizzare l’attenzione al respiro mentre svolgi altre mansioni come in casa, quando qualcuno ti sta parlando, guardi la tv o pratichi yoga e/o altra attività fisica…perché quando si installa una nuova pratica naturalmente, poi la si applica spontaneamente quando occorre 😉

Esempi di utilizzo

  1. Ho utilizzato la sintonizzazione, in associazione alla posizione di Shavasana, la posizione yoga detta “del cadavere”, a letto, prima di dormire per conciliare il sonno.
    In certi periodi, mi accade di avere ancora una spiccata attività mentale e fare fatica ad addormentarmi la sera, così mi è venuto spontaneo fare questa pratica.
    Le prime volte ho dovuto “sintonizzarmi” con un paio di ripetizioni, ma dopo qualche volta non è stato più necessario e in pochi minuti ero nel mondo dei sogni!
  2. Ho sperimentato l’ esercizio del fare spazio al mattino, prima di mettere i piedi fuori dal letto, quando sono oberata di impegni, commissioni e cose da fare (anche se cerco di essere realista e sentire cosa posso fare, a volte mi sopravvaluto ancora, ma molto meno che in passato!!!).
    Mi aiuta a fare spazio e dare la giusta priorità alle cose, come diceva un monaco buddista, “mi affretto con calma”, eheheh!
    Utilizzo quest’esercizio del fare spazio, anche quando non riesco a fare subito la mia pratica yoga giornaliera, perché penso di non avere abbastanza tempo, mi dico “faccio almeno questo!” e pensa un po’ dopo l’esercizio, invece, riesco a praticare perché sgombrare il campo mi permette di mettere ordine nelle priorità!

E tu, hai sperimentato questi esercizi “ fuori” dal processo? Come? Fammelo sapere nei commenti. Se invece vuoi imparare queste utili pratiche, puoi andare a leggere Cosa posso fare per te.

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