Consapevolezza e Crescita Personale, Corpo e salute, Focusing
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Sintonizzarsi e fare spazio

Sintonizzazione

Salve!

Anche in questo post l’argomento trattato riguarda l’ “inizio”.

Come ben sai, se sei un focalizzatore, altrimenti lo scopri ora, il Processo di Focusing si può predisporre con due diverse pratiche:

  • la Sintonizzazione, che assomiglia vagamente al Training Autogeno e può variare in lunghezza ed essere breve, media o lunga (QUI il PDF delle Sintonizzazioni). La sintonizzazione, con l’esperienza e mantenendo uno schema di base, si può personalizzare anche un po’, ad esempio, in base al momento, all’ispirazione o al compagno con cui si sta focalizzando;
  • oppure, con l’esercizio del Fare spazio, che permette una profonda “centratura”, tanto da essere utilizzato anche da solo, ad esempio, in certi momenti di particolare “ingolfamento” emotivo- mentale (e se sei anche tu una donna multitasking vivrai spesso momenti del genere!). Anche questo esercizio si può variare in qualche piccolo aspetto, puoi leggerlo e sperimentarlo con questo PDF.

In entrambe i casi, lo scopo è scendere dalla testa al corpo

rallentare il ritmo veloce in cui sei immersa e poter entrare in relazione con le parti del tuo corpo, senza vederle (proprietà propriocettiva), predisponendoti ad un ascolto più sottile per incontrare il Felte Sense (o sensazione significativa, senso percepito), che è l’oggetto di attenzione del processo di Focusing.

Con questi effetti

Nell’immediato, c’è un effetto di rilassamento, oltre alla concentrazione e alla predisposizione ad una osservazione e ad un sentire, più profondo e inoltre, però, mi sono resa conto che ricorrevo a queste pratiche in maniera spontanea anche in altre situazioni che non erano legate al processo di Focusing; come quando utilizzo l’attenzione al respiro mentre svolgo una mansione in casa, ascolto qualcuno che mi sta parlando, guardo la tv o pratico yoga… credo che questo avvenga perchè quando si installa una nuova pratica, poi la si applica naturalmente e spontaneamente!

Ho utilizzato la sintonizzazione, in associazione alla posizione di Shavasana, la posizione yoga detta “del cadavere”, a letto, prima di dormire per conciliare il sonno. In certi periodi, mi accade di avere ancora una spiccata attività mentale e fare fatica ad addormentarmi la sera, così mi è venuto spontaneo fare questa pratica. Le prime volte ho dovuto “sintonizzarmi” per un paio di ripetizioni, ma dopo qualche volta non era più necessario e in pochi minuti ero nel mondo dei sogni!

Ho sperimentato l’ esercizio del fare spazio al mattino, prima di mettere i piedi fuori dal letto, quando sono oberata di impegni, commissioni e cose da fare (anche se cerco di essere realista e sentire cosa posso fare, a volte mi sopravvaluto ancora, ma molto meno che in passato!!!). Mi aiuta a fare spazio e dare la giusta priorità alle cose, come diceva un monaco buddista, “mi affretto con calma”, eheheh!

E poi utilizzo quest’esercizio del fare spazio, anche quando non riesco a fare subito la mia pratica yoga giornaliera, perché penso di non avere abbastanza tempo, mi dico “faccio almeno questo!” e dopo l’esercizio, invece, riesco a praticare perché ho creato lo spazio interno necessario a prendermi cura di me, che sia per 10 minuti di yoga o per mezz’ora, non importa, però non ci rinuncio!!!

E tu, hai sperimentato questi esercizi “ fuori” dal processo? Come? Fammelo sapere nei commenti. Se invece vuoi imparare queste utili pratiche, puoi andare a leggere Cosa posso fare per te.

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