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Orientarsi nella meditazione come una mappa da seguire

Sai come meditare? Parte Prima.

Proseguo i post dedicati ad Iniziare il Nuovo Anno col piede giusto, dopo quello su come la scrittura può aiutarti a stare meglio, eccomi qui a proporti un altro strumento che ha diversi benefici non sempre immediatamente ricollegabili alla sua pratica, ma indubbiamente dipendenti da essa, mi riferisco alla meditazione…tu sai come meditare? Meditazione, ci fai o ci sei? Forse ne sai già abbastanza di meditazione e sei arrivata qui per caso e sogghignando vuoi proprio leggere cosa scrivo al riguardo XD; ne hai sentito parlare, hai una vaga idea di cos’è ma non hai mai provato a meditare; hai provato a sederti a gambe incrociate, occhi chiusi a fare…non si sa bene cosa e perché…. ma l’argomento ancora ti incuriosisce; hai iniziato a praticare il silenzio e sei nella fase “paragoni e confronti” e qualcosa in te vuole sapere se stai facendo tutto bene! La premessa è legittima, visto che la meditazione è un po come lo yoga, tutti conoscono il termine, tutti hanno un immaginario collegato ad esso, ma pochi sanno veramente di …

cielo ed alberi

La buona azione o l’azione buona?

Agire nel migliore dei modi Quando il cambiamento non fa più tanta paura, ne ho scritto qui, ti rendi conto della differenza tra l’azione efficace (buona) e quella inefficace o re-azione perché è la chiave fondamentale per il successo del cambiamento stesso. Negli ambiti importanti, come quello del lavoro o delle relazioni interpersonali, succede spesso che il cambiamento avvenga  precipitando i tempi in quanto si trascura il proprio sentire al punto che ad un certo punto il vaso straripa con la cosiddetta ultima goccia e non si può prendere una decisione diversa! Prendere quella decisione è diventata l’unica strada e per questo vuoi subito assecondare la spinta a fare il grande salto grazie anche alla scarica energetica legata alle emozioni che stai provando (rabbia, fatica, orgoglio). Il problema è che una re-azione simile, non tiene conto di tutto il resto (l’affitto da pagare, i genitori da considerare o la dispensa da svuotare di cibi spazzatura!) insomma rischi di compromettere il cambiamento stesso e pentirtene dopo poco. Te lo dice una che ha deciso di licenziarsi quasi dall’oggi …

Scusate il ritardo

“Scusate il ritardo” come diceva quel film del grande Massimo Troisi, ma questo primo post di novembre non voleva venire alla luce. Non so tu, ma io in questi primi dieci giorni del mese mi sono sentita fiacca e spaesata. C’era qualcosa che risentiva di questo clima che volge al freddo sentendosi come sospeso in un limbo fatto di copertine, di lentezza e voglia di mettersi sul divano a leggere un bel libro con in mano una bella tazza di tè o anche no. Di stare come in una di quelle belle riviste ricche di addobbi Natalizi con un clima higgie, con atmosfere morbide, accoglienti e intime; come nelle serate trascorse con gli amici a giocare con qualche gioco da tavolo o a preparare cose buone da mangiare! Ma c’era anche un’agitazione e un’attività mentale continua come se dovessi, da sola, risolvere il problema della fame nel mondo; dimagrire 30 kg e preparare tremila pasti stile Masterchef, tutto in una settimana! Per fortuna non è una novità sentirmi così, anzi in questo giro di giostra le parti …

pontile

Si può silenziare la mente?

NO, lo dico subito, così smettiamo (sia io che te), di sentirci frustrate e incapaci perché abbiamo sentito, letto o creduto, che con la pratica meditativa, si dovesse arrivare a fare il “vuoto”….qualsiasi Fisico Teorico, incluso il Dott. Sheldon Cooper (della serie Big Ben Theory, adoro!) si ribalterebbe dalla sedia! Non so tu, ma io l’unico vuoto che conosco è quello del mio frigo la domenica sera, o quello del mio stomaco quando ho fame, e grazie al metodo del Focusing, ho scoperto che lo percepisco anche in altre circostanze. Un po’ di chiacchiere sul tema Nel Testo Le Trasformazioni della Coscienza, di K.Wilber-J.Engler e D.P. Brown, ed. Ubaldini, si fanno delle comparazioni tra le pratiche dello sviluppo umano nella psicologia Transpersonale e ad un certo punto si parla di “vuoto”, se ricordo bene per i Buddhisti (ma se non è così smentiscimi pure pubblicamente) mentre di “pieno” per gli Induisti. Due modi di dire opposti, ma per descrivere uno stesso stato di Coscienza che percepisce “lo stato primordiale in cui tutti i paradossi, sorgere/scomparire, …