Ascolto e relazione, Counseling, Focusing, Yoga
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Focusing e Intuizione (seconda parte)

Eccomi qui, con la seconda parte del post sull’ Intuizione!
Nella prima parte ( la trovi QUI ) ho dato una definizione, per così dire, didattica e teorica legata alla Funzione Intuitiva, sia nel campo della Psicosintesi che della Psicologia Analitica.

In questo secondo post, più esperienziale, ti parlerò, invece, di un atteggiamento che accomuna la pratica del Focusing e la pratica Yoga e che favorisce la creazione del campo necessario all’emergere dell’ intuizione stessa.
In entrambe si cerca di contrastare, limitare e gradatamente modificare, una tendenza che si mette in atto per affrontare la maggior parte, se non tutte, le attività della nostra vita, e che, manco a dirlo, da sola, non favorisce la completezza e l’espressione del nostro potenziale creativo, sia nelle nostre azioni che nelle scelte che operiamo nella vita.

Ho stimolato la tua curiosità?

Spero proprio di sì.
L’ esempio che utilizzo, mi riguarda da vicino.

Quando mi sono preparata per avviare il primo Corso Base di Focusing, ho pensato di elaborare una serie di passi per riuscire ad organizzarlo:

  • trovare un luogo dove svolgere il corso (un luogo con determinate caratteristiche di spazio, collegamento con eventuali mezzi di trasporto, con determinati requisiti nei costi ecc. ecc.);
  • elaborare un target a cui rivolgermi per pubblicizzare tale corso e, in base a questo,
  • progettare e stampare un volantino per pubblicizzare lo stesso;
  • utilizzare anche i mezzi che offre il web, e quindi progettare e avviare questo Blog, che parla di Focusing sia per diffonderne il nome e la pratica, che raggiungere le persone potenzialmente interessate;
  • oltre a tutto ciò che è collegato all ’attività stessa dell’ accompagnamento al Focusing, come il materiale necessario al Corso ecc. ecc.

Tutto questo è sicuramente un aspetto molto importante per realizzare il mio obiettivo, la mia Mission, diffondere la pratica del Focusing.

L’emisfero cerebrale sinistro

E’ quello bravissimo a pianificare, organizzare, razionalizzare e realizzare con azioni concrete e precise.

Questo implica immettere nuove informazioni nella mente, imparare cos’è un target, come gestire un blog, come cercare il luogo adatto, tutto ciò utilizzando la logica e la ragione, che sono aspetti parziali, rispetto alla totalità della funzione mentale, e creativa necessaria alla realizzazione del mio obiettivo: diffondere il Focusing e tenere un Corso Base.  

Ma una volta fatto tutto ciò e aver trovato i potenziali clienti, cosa avrei dovuto fare per convincerli a partecipare al Corso, come mi sarei dovuta preparare?

Cosa non ho fatto

  • non sono andata a rivedermi l’introduzione al Focusing, che si fa, ad es., nel Primo incontro del Corso,
  • non ho cercato le parole giuste per rendere accattivante il corso stesso,
  • non sono andata a rivedermi le nozioni sul linguaggio non verbale nella comunicazione o tutte le tremila informazioni/tecniche per affrontare preparata al meglio un colloquio,

ma ho fatto qualcosa che di solito non viene molto spontaneo fare, qualcosa che ho sperimentato proprio grazie alla pratica yoga e il Focusing… te lo svelo subito:

ho fatto silenzio, ho creato spazio dentro di me. Sì hai letto bene, spazio, ho tolto, anziché aggiungere qualcosa, nel campo di consapevolezza!

 

Strano vero?
Ho evitato di immettere nozioni, informazioni, emozioni, considerazioni ed altro che si sarebbe sommato ai condizionamenti già presenti in me (vedi il senso di inadeguatezza, o l’ansia da prestazione, solo per dirne un paio).

Ho fatto silenzio e sono rimasta in ascolto di ciò che si animava in me, quello che viene chiamato Felte Sense o sensazione percepita, un riassunto corporeo della situazione e all’ idea dell’ incontro che avrei avuto da lì a poco e stando con “lei” e il mio respiro, si è creata quella che a me appare sempre come una inaspettata Magia! Sì, proprio una Magia!

E non c’è voluto molto tempo, forse meno di venti minuti, venti minuti per creare assenza di tensione, calma, favorire la disidentificazione da tutte le parti condizionate, tese e agevolare, grazie a ciò, la chiarezza.

Venti minuti…! Per la chiarezza necessaria a stare nel momento presente in maniera vigile, pro-attiva e sufficientemente sensibile da rendere ed affrontare al meglio il colloquio.

 

L’effetto di tutto ciò è stato tale, che, naturalmente, mi è stata confermata l’intenzione a frequentare il Corso Base di Focusing!

Molto bella questa possibilità di togliere anziché aggiungere, vero?

Sono curiosa di sentire cosa fai tu, quando devi prepararti ad un colloquio spinoso, ad una incombenza difficoltosa o ad altro che ti mette a dura prova, scrivimelo nei commenti, e ne sarò felice.

Buona Vita

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