Consapevolezza e Crescita Personale, Focusing
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Perché le foglie sanno quando cadere

Siamo quasi arrivati alla fine di ottobre e alla ricorrenza di Samahin, la Festa dei Morti e con essa il passaggio da un ciclo annuale vecchio all’altro.

E’ il momento in cui si lascia andare tutto ciò che ha terminato la sua funzione e inizia la gestazione del nuovo che verrà.
L’ arrivo del buio crea la possibilità di mettere a dimorare nella terra i semi che si svilupperanno nel nuovo anno sia nella sfera professionale che personale.

A proposito dell’anno che si sta per concludere, com’ è andata la compilazione della Torta della vita? Ti è piaciuto fare il punto della tua situazione nelle aree più significative? Te la sei persa? No problem, puoi ancora scaricare il PDF .

In Autunno sono letteralmente catturata dal movimento di caduta delle foglie ingiallite, ricche di mille sfumature, e da tutto quello che risuona in me nel guardarle, come:

  • il concetto di lasciar andare e la capacità di abbandono, che tanto mi hanno aiutato in questi ultimi anni per ritrovare il mio equilibrio psico-fisico-emotivo e spirituale. Una capacità di abbandono che è cominciata a nascere con la pratica dello Yoga e poi si è radicata attraverso il Respiro, il Canto Vedico e il Focusing e che prosegue ancora oggi con tanti effetti positivi nella mia vita.
  • L’ intelligenza della Natura che mi stupisce sempre, il perché le foglie diventano gialle, ossia quando tutta la linfa possibile viene trattenuta affinché l’albero possa sopravvivere al freddo dell’inverno…non so a te, a me sembra una vera magia.

Le foglie cadono così l’albero può affrontare il buio ed il freddo dell’inverno e questo è quello che vorrei ricordare quando faccio fatica a lasciar andare qualcosa che sento dannoso o che ha finito il suo corso, ma che inizialmente può creare un senso di perdita.

I presupposti del cambiamento:

Il ripiegamento su sé stessi per trovare tutta la concentrazione e le energie necessarie,

 Il lasciar andare tutto ciò che impedisce la realizzazione e l’azione volta al cambiamento e al raggiungimento del nuovo obiettivo.

Certo, ma come farlo se:

  • mi sento un’egoista a mettere i miei bisogni prima di quelli altrui,
  • mi preoccupo di perdere l’affetto delle persone che amo se non rinuncio ai miei desideri,
  • non credo di averne veramente bisogno, magari poi scopro che non ci tengo davvero,
  • sicuramente non ne sono capace: inizio mille cose, ma non ne finisco una.

Questi sono solo alcuni esempi delle cose che di solito ci diciamo per evitare di cambiare o iniziare qualcosa di nuovo.
Stai serena perché non sei l’unica a dirti queste cose, noi donne siamo bravissime a farlo eheheh!
In realtà dietro tutto ciò c’è la paura di cambiare quello che ci è familiare, che ci crea false sicurezze anche se non ci soddisfa.
L’incapacità di affrontare quello che non conosciamo anche se lo desideriamo, ma frena il cambiamento!
Ti assicuro che la volontà (intesa come Forza di Volontà) non c’entra e tu non sei l’unico essere umano che preferisce percorrere sempre le stesse vie neuronali fatte e strafatte piuttosto che crearne di nuove che richiedono impegno costante, tanta passione e anche tanta pazienza con sé stesse soprattutto all’inizio.

Scommetto che:

  • Ti definisci pigra. Ti assicuro che ci vogliono un sacco di energie per bloccare l’inizio di qualcosa di nuovo, molte di più di quelle che ci metteresti a iniziare quello che vorresti iniziare…. e probabilmente non ci hai mai pensato (perché alla mente non piace essere smentita) ma ti assicuro che non è per pigrizia che non lo fai.
  • Spesso il cambiamento a cui aspiri è davvero grande rispetto al momento presente come: dimagrire 30 kg o parlare fluentemente l’Inglese o correre 40 km in due ore, cambiamenti davvero ambiziosi, ma se spezzetti l’obiettivo in piccoli step come: iniziare a fare colazione tutte le mattine o ascoltare e fare un esercizio al giorno di inglese o cominciare a correre 1km al giorno allora avviare il cambiamento dalla prima piccola cosa cambierà la percezione dell’impresa. La mente non si frapporrà più tra te e il tuo benessere perché non avrà alcun timore e potrai avviare il cambiamento da subito perché (come forse già sai) alla domanda: “come si mangia un elefante?”  si risponde: “un elefante si mangia un morso alla volta!”.
  • Se cerchi di fare il passo più lungo della gamba avrai sicuramente un ottimo alibi per non cominciare per niente il nuovo cammino o se lo farai, di assicurartene il fallimento.
    E’ molto importante essere realistici anche nel decidere gli step intermedi e ad esempio cominciare con 5 minuti di yoga al giorno, piuttosto che pensare di fare in autonomia un’ora e se per te anche 5 minuti possono essere troppi allora inizierai con 2 minuti perché saranno sempre 2 minuti fattibili piuttosto che 5 o 60 irrealistici.
  • Occorre darsi il tempo di acquisire una piccola abitudine alla volta e “scavare” una nuova strada neuronale piuttosto che 10 nuove tutte insieme è un po’ come il discorso fatto sui piccoli passi. Decidiamo in anticipo le nostre priorità e magari prepariamoci un planning di massima da verificare ogni mese ed eventualmente modificare con flessibilità piuttosto che abbandonare. Puoi approfittare del planning che ho preparato per novembre di art meditation da colorare ed utilizzare per il prossimo obiettivo.
  • Ricordati poi di gratificarti con un premio ogni settimana perché è molto importante riconoscere i meriti e non darli per scontati bastano dei piccoli gesti di self-care QUI una lista di quello che faccio io, ma se vuoi arricchirla con ciò che piace a te scrivimelo nei commenti sarò felice di aggiungerle all’elenco!

Per quello che riguarda poi l’amore e l’affetto degli altri:

Sei sicura che avere vicino una persona infelice sia meglio che averne una felice?

Questa paura è stata chiaramente espressa e condivisa o anche tu come me sai leggere nel pensiero 🙂 ?

Cos’é la cosa più grave che potrebbe accadere se tu raggiungessi il tuo nuovo obiettivo?

Sei sicura che sarebbe un grave danno per chi ti vuole bene?

Un ultimo pensiero sul lasciar andare:
non è facile fare spazio alle nuove cose, ma con il Focusing si impara ad essere equanimi con tutte le nostre parti, anche le più paurose e deboli e questo ha un grande effetto di riflesso sul cambiare i comportamenti e gli “automatismi” dietro ad essi….ed è come se al momento giusto le foglie decidessero di staccarsi da sole!

Credo che l’argomento sia così vasto da meritare altri articoli, intanto spero che questo possa esserti di aiuto per programmare gli obiettivi del tuo prossimo “nuovo anno” e inoltre questo mese c’è qualcosa che potrebbe aiutarti a monte nella scelta degli obiettivi e cioè iniziare a lavorare su quello che spesso boicotta le nostre aspirazioni e cioè i fastidiosissimi Sensi di Colpa.

Se questo argomento ti sta a cuore, puoi iscriverti alla mia lista ne parlerò ancora e ci saranno novità al riguardo!

Puoi farlo tramite questo form QUI.

 

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