Consapevolezza e Crescita Personale, Corpo e salute
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Vuoi davvero tornare alla normalità? Parte #1

la terra dallo spaziV

Per normalità intendo la condizione in cui non eravamo preparati ad affrontare questo momento bio-psico-storico-sociale e tutto quello che è derivato dall’inizio della diffusione della Covid-19 alla pandemia. Tu vuoi davvero tornare a quella normalità?

Quella normalità che durante la Spagnola ai primi del ‘900 ha fatto milioni di vittime o quella che ha sterminato intere tribù di Indiani d’America con il Morbillo, solo per citare due esempi volutamente differenti anche come aree geografiche.

La domanda che sorge spontanea è:
in questa “normalità”, c’è un margine di prevedibilità di certi fenomeni?

L’essere umano ha qualche potere per evitare certe condizioni patologiche?

Nel Rapporto #136

dell’ Organizzazione non governativa Greenpeace, vengono riportate alcune dichiarazioni che sembrerebbero suggerire non essere così.

Giovanni Maga, Direttore dell’Istituto di Genetica molecolare del CNR-IGM di Pavia dice: “Cambiamenti climatici che modificano l’habitat dei vettori animali di questi virus, l’intrusione umana in un numero di ecosistemi vergini sempre maggiore, la sovrappopolazione, la frequenza e la rapidità di spostamenti delle persone” sono tra i fattori coinvolti nella crescente frequenza di epidemie negli ultimi decenni.

Vorrei ricordare che altri Coronavirus come SARS e MERS, e altri virus mortali come HIV e Ebola lo testimoniano.

David Quammen, autore di “Spillover. L’evoluzione delle pandemie” ricorda che “più distruggiamo gli ecosistemi, più smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali e ci offriamo come un ospite alternativo”.

#andràtuttobene

Escludendo le persone che in questi mesi hanno perso qualcuno, quelle che non hanno un tetto sopra la testa e coloro che purtroppo in questa situazione hanno perso l’unico lavoro di sostegno nella famiglia e per i quali non c’è mai stata “giustizia” nemmeno prima, a ben pensarci non c’è paragone tra il vivere questa pandemia nel nord del mondo e quelli che la vivono nel sud del mondo.

Mi sbilancio dicendo che la maggior parte della popolazione, anche se privata della sua libertà individuale (e anche questa mi sembra una definizione esagerata perché non siamo ad Auschwitz ma stiamo cercando di impedire il collasso sanitario) ha un tetto, ha del cibo e in alcuni casi ha anche un giardino o un terrazzino su cui uscire a prendere il sole e fare scorta di Vit. D.

  • Quanti hanno rispolverato la cylette, il tapis roulant e gli attrezzi dimenticati in un angolo della casa o scoperto che fare le scale è un ottimo allenamento aerobico efficace e soprattutto gratuito?
  • Quanti hanno finalmente una pratica, una routine al mattino degna di questo nome che dà attenzione anche alla vita interiore? Non mi vedi ma sto alzando la mano.
  • Quanti possiedono un animale domestico che non solo riempie di gioia la loro vita, ma anche le casse di qualcun’altro (visto che c’è un bel giro d’affari grazie alla loro “produzione e vendita”) e ha potuto grazie a lui respirare il quarto d’ora d’aria senza inquinamento e traffico, anche se sotto casa.
  • Quanti hanno potuto re-inventarsi come genitori e come insegnanti. Stare in maniera differente con i figli /studenti e rendersi conto di come le nostre madri e nonne con ben più figli hanno vissuto? (Ora si capisce anche il perché se ne facessero tanti però,  così giocavano tra loro, eheh).

Certamente vivere non si può limitare al soddisfacimento dei bisogni primari perché quello è sopravvivere, ma tu sei sicuro che stessi vivendo nel senso pieno del termine?

Il potere della scelta

Negli aspetti generali della prevenzione rientrano anche quelli economico-finanziari, ma non li tratto in questa sede principalmente per più motivi:

  • Non ho sufficienti conoscenze di economia per impelagarmi in argomenti che necessariamente richiedono un minimo di cognizione di causa per scriverne e forse anche di maggiori dati.
  • La “cognizione di causa” non è affatto un requisito che rispetto per scrivere i post del Blog, ma onestamente trovo ci sia già abbastanza rumors mediatico riguardo questi temi.
  • Nei mercati l’ “offerta dipende sempre dalla domanda”.
    Anche quando la nostra consapevolezza è offuscata ad hoc dall’ennesimo brand, influencer o politico di turno facendo leva su bisogni irreali, il potere di acquisto lo deteniamo comunque noi consumatori.
  • Il potere della scelta, grazie all’osservazione, coltivato con il senso critico e il più possibile indipendente, ci permette di non dover scegliere tra pillola rossa o pillola blu, occorre solo imparare a leggere gli INCI,continuare ad essere curiosi e farsi domande.

Opportunità o limite?

Come esseri umani in questo isolamento forzato e in questa società “falsamente civilizzata”, abbiamo l’ occasione più unica che rara, di riprenderci il potere  della scelta a pieno titolo.

“Niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare”
Buddha

I tre cardini della salute

Per citare le parole del Dott. Berrino che proprio grazie a ViviConsapevole.it streaming ho potuto ascoltare in diretta (una delle tante cose utili sul web di questi giorni):

“ci siamo preparati da tanto a questa evenienza e ci siamo preparati con la sedentarietà; ci siamo preparati con l’alimentazione; ci siamo preparati con lo stress” .

Come lo stesso ricordava e come posso confermare da ex infermiera, in tutta questa situazione nessuno si è preoccupato di fare una comunicazione orientata alla prevenzione ma solo una comunicazione terrorizzante.

E’ come assistere ad un deja vù perché fare prevenzione non fa fare soldi a nessuno e quindi nessuno la fa.

E torno a bomba sulla grande opportunità che stiamo vivendo di liberarci di qualche cattiva abitudine e acquisirne di nuove positive.

Inoltre anche di superare l’ atteggiamento nevrotico che delega ad altri la responsabilità di se stessi e della propria salute ,perciò anche dello stato del sistema immunitario.

Di acquisire la capacità di collaborare con l’inevitabile come si dice in PNL (psiconeurolinguistica) con un atteggiamento di coping positivo e quindi di resilienza in un momento di crisi il cui termine, vorrei ricordare, significa cambiamento.

I cardini della prevenzione

Partendo quindi dai cardini fondamentali della prevenzione alla salute potremmo forse capire se l’essere umano ha qualche possibilità concreta di tutelare la stessa non solo a livello individuale, ma anche collettivo.

Questi cardini sono:

  • la sedentarietà
  • l’ alimentazione
  • lo stress (e la sua incidenza sul sistema immunitario)

“Ci siamo preparati con la sedentarietà”

Dico così perché:

  • Anche le persone più atletiche non possono certo andare a lavorare a piedi  o in bicicletta e in quanti riusciamo a prenderci un’ora tutti i giorni (che è il minimo sindacale) per compensare l’aumento di assunzione di cibo rispetto al consumo energetico?
  • Anche per brevi tratti usiamo la macchina, non abbiamo certo il tempo o la voglia dopo 8 ore di lavoro per farne a meno e i pochi mezzi pubblici costano tanto per il servizio che offrono.
  • Il riscaldamento in casa e nei luoghi di scuola e lavoro in alcuni casi arriva addirittura a 24 gradi perché dobbiamo vestire sempre uguali tutto l’anno, scatenando tra l’altro un aumento significativo di allergia alla polvere.
  • Non usciamo col freddo e la pioggia temendo raffreddori o altro, quando è più dannoso stare chiusi in casa senza areare abbastanza e vivendo in un microclima eccessivamente secco e caldo dove virus e batteri (oltre i solventi utilizzati nell’arredamento) proliferano.

 

“Ci siamo preparati con l’alimentazione”

  • Il cibo, lo sappiamo tutti, è un aspetto più che cruciale per il sistema immunitario che si sviluppa grazie ai nutrienti presenti e al mantenimento della salute del macrobioma intestinale.
    Peccato che con i cibi raffinati e le calorie vuote non solo non lo nutrono, ma lo distruggono.
  • Quando ironicamente chiedevo se fossimo davvero sicuri che l’effetto Covid fosse legato ad una causa esterna e casuale, intendevo proprio stimolare una riflessione sul collegamento fra la diffusione di questi virus provenienti da altre specie animali e la consapevolezza di come stiamo trattando ormai da decenni gli stessi.
  • Poteva rimanere senza conseguenze una distonia simile per come vanno le cose in natura?
    Io non credo, e non è questione di vegetarianismo o altre etichette, è questione della noncuranza e ignoranza di equilibri che non rispettati, come negli  scompensi di potere nei mercati, hanno conseguenze.
    Tipo “una farfalla batte le ali ad Hong Kong e a New York arriva una tempesta”? …Forse.
    E se penso che non abbiamo nemmeno sconfitto la fame nel mondo perché la soia che produciamo (che per coltivare si abbattono foreste e si impoverisce la terra), è destinata quasi totalmente al nutrimento degli allevamenti animali questo è davvero, davvero deprimente.
  • Tutto perché non abbiamo tempo di cucinare cereali integrali, legumi ed ortaggi e facciamo prima a mangiare una bistecca o un pezzo di formaggio.
  • Un dato che riportava lo stesso Berrino dice che in questo periodo ci sono stati meno ricoveri per infarto, interessante, vero?
    Passo al terzo cardine.

“Ci siamo preparati con lo stress”

  • Quanti pensano che stiamo vivendo una vita rinchiusi nella mente, lontani dal nostro sentire corporeo, da emozioni e sentimenti.
    Sentire corporeo che poi è quello che ci mette in connessione con la natura, con i suoi cicli, le sue leggi e ci mette anche in connessione profonda non solo con ciò che ci fa bene, ma anche tra noi esseri umani insieme come “parte attiva e consapevole” di un sistema bio-psico-sociale?
  • Guarda caso ora il virus ci impedisce di toccarci, darci una mano, abbracciarci, baciarci…addirittura seppellire i morti che è una delle poche cose a differenziarci dagli animali. Il contatto fisico non è solo importante alla procreazione, ma a tutto il sistema di sviluppo psico-emotivo-cognitivo.
  • Lo stress è un meccanismo che ci salva la vita in caso di pericolo, ma quando subiamo continui stimoli di pericolo, e la vita frettolosa e lontana dai ritmi naturali lo fa, questo si trasforma in un sistema che cronicizza e siccome nell’urgenza il sistema difensivo è secondario rispetto la sopravvivenza perché un’infezione non è un pericolo immediato, lo stress abbassa le difese immunitarie. Tutto qui.

Allora che fai vuoi davvero tornare alla vita “normale” di prima?
Nel prossimo post ti scriverò delle risorse che ho scoperto in questo isolamento forzato.

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