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Il piacere nell’azione

Piacere è, secondo il dizionario: “riuscire gradito ai sensi e alla mente, godimento fisico o spirituale, servizio, favore, desiderio, volontà“.

È molto importante nella vita poiché l’energia che si attiva nel piacere, è quella dell’ Eros, che è alla base della vita, opposta a quella di Thànatos, la morte.
È ciò che ci fa superare quelli che crediamo come nostri limiti, facendo emergere il coraggio e portandoci più vicino all’amore e al Sè Universale.

Molto spesso mi sono ritrovata a vivere il piacere come qualcosa di negativo, con timore, vergogna o addirittura senso di colpa anche quando, secondo i dettami socio-culturali, sarebbe stato lecito provarne!
Certo il condizionamento contemporaneo fondato sull’ assoluta efficienza e sul senso deviato del Dovere non mi hanno aiutato ad evitare un approccio del genere e il quadro è già abbastanza deprimente, vero?

Prima il dovere e poi il piacere
Se non soffri non ottieni niente di buono” quindi va da sè che se provi piacere non ottieni niente!

Credo che chiunque possa allungare la lista di detti del genere che ha subito nella sua vita da genitori, insegnanti o altre figure di riferimento, e magari poi da se stesso.

Provare piacere ci allontana da ciò che invece è più importante o dai nostri obiettivi? NO:

  1. Punto primo, se l’ obiettivo lo scelgo io, non credo che provare piacere mentre lo perseguo possa allontanarmi o intralciarmi semmai potrebbe accorciarne il tragitto.
  2. Punto due, a me non è mai successo di non finire un piatto di torta o altro che mi piacesse, mentre posso dire che non ho mai finito una serie di addominali in palestra perché non sopporto la fatica in palestra….posso camminare tre ore, nuotare per almeno una, ma in palestra no, non duro più di sei mesi!
  3. Punto tre, perseguire il piacere in ciò che si fa non esclude il senso di responsabilità o di necessità e quindi il dover svolgere un compito che spesso chiamiamo dovere.
    Devo lavorare….devo crescere un figlio….devo seguire i miei affetti….devo volermi bene….devo volerne agli altri…devo fare la spesa…..devo riordinare e pulire dove vivo…ma sono sicura di non volere tutte queste cose?

Credo che il dualismo piacere vs dovere sia il risultato di una certa forma educativa derivante dall’ epoca Vittoriana e anche dall’ influenza religiosa del cattolicesimo di vecchio stampo, stile  Inquisizione, eheh, in cui si presume appunto che il dovere non possa coincidere con il piacere o con il volere!

Cosa se ne deduce?

Spessissimo si utilizza la parola “devo” anziché “voglio” anche quando in realtà è così, ma il suo utilizzo ci impone già di per se uno stato negativo, vittimistico ed energeticamente scarico.
Nessuno è costretto a fare niente che davvero non vuole se non ha una pistola puntata alla tempia.

 

Esercizio

Quello che devi fare perché lo fai?
Perché se non faccio la spesa moriamo di fame, ad esempio.
Cosa potrebbe accadere se non facessi più ciò che devi? Cioè in questo esempio la spesa?
Non mangeremmo cibo vero, salutare, perché mangeremmo fuori spessissimo oppure solo scatolame, surgelati e pasta al sugo, niente di vitale e fresco e vario.
Ma se non lo facessi tu chi potrebbe farlo, visto che non ti piace?
Potrei delegare mio marito, che tra l’altro è bravissimo a farlo, prende tutto ciò che serve e spende meno di me… ma lui è a casa solo nel week end (e non sempre) e al sabato andare in giro per acquisti è un delirio perciò se possiamo lo evitiamo!
Alla luce di tutto ciò prenderai coscienza che siccome ci tieni a mangiare sano andrai a fare la spesa e che quando ne avrai la possibilità, però, delegherai a marito o figlio, così non sentirai quest’ accortezza solo sulle tue spalle, in fondo mangiate tutti e tre, mica solo tu, anche se tu più di loro, eheheh!
Quindi ora voglio andare a fare la spesa e quando potrò delegare lo farò.

Alla luce delle risposte a ciò che accadrebbe se non facessi la spesa, quindi, ho percepito il mio interesse ad andarci e la mia motivazione non solo di nutrimento, ma di nutrimento sano, gratificante e per me importante, quindi non è forse vero che in realtà io voglio fare la spesa?

Ricordare il perché dietro le cose è ciò che può trasformare il “devo” in “voglio”!

Ovviamente questo è ciò che faccio io quando perdo il focus sul piacere che c’è dietro la mia motivazione all’ azione.

  • Mi rendo conto che non è sempre così semplice, ci sono parti e istanze differenti in conflitto dietro certe difficoltà ed ascoltarle e dare modo a tutte di esprimersi ed avere la giusta attenzione è importante per un recupero dell’energia a disposizione.
  • Oppure potresti renderti conto che quella cosa non è più funzionale o utile o oramai ti sottrae tempo prezioso ed energia che potresti mettere altrove.
    Certo può accadere durante l’indagine del “devo”, allora puoi lasciarla andare, semplicemente decidi di non farla più, perché non è più funzionale e vai avanti…

Certo con uno strumento come il Focusing non ci metteresti molto ad arrivare al cuore delle cose e a rispondere alle domande dietro i “devo”.

Chi o che cosa in te vuole portare avanti questa cosa, aspetto o progetto?
Che bisogno c’è sotto?
Cosa accadrebbe se la lasciassi andare? Come ti sentiresti?

Sensi di colpa

Poi non dimentico il fatto che capita spesso, quando prendi una decisione di cambiamento,il tira e molla tra parti differenti che a vario titolo, educazione, modelli, blocca il tuo nuovo agire sotto forma di senso di colpa!
Lavorare su questi aspetti è fondamentale e sarebbe un ulteriore aiuto a trasformare il “devo” in “voglio”. Se anche tu sei impigliata in questi meccanismi e vuoi saperne di più ISCRIVITI alla mia lista per ricevere il PDF introduttivo di “Addio sensi di colpa“, un nuovo progetto su cui sto lavorando.

Sei pronta a dire “voglio” al posto di “devo”?
Comincia subito a correggerti quando lo dici e sentirai come cambia l’energia della parola e l’effetto che fa e poi tienimi aggiornata con un commento o iscrivendoti al Blog!

La buona azione o l’azione buona?

Agire nel migliore dei modi

Quando si ha meno paura del cambiamento, ne ho scritto qui, ci si rende conto di come agire nel migliore dei modi (l’azione buona) e non d’ impulso, diventa fondamentale per il successo del cambiamento stesso.

Negli ambiti importanti, come quello del lavoro o delle relazioni interpersonali, succede spesso che il cambiamento avvenga  anticipando i tempi.
Ci si sente finalmente pronti appena si prende una decisione e per questo si vuole subito assecondare la spinta a fare il grande salto, ma se tutto il resto non lo è per niente (ti rimane l’affitto da pagare, i genitori da preparare o la dispensa da svuotare dai cibi spazzatura!) si rischia di compromettere il cambiamento stesso e pentirsene.

Chi te lo dice è una che ha deciso dall’ oggi al domani di licenziarsi con il minimo preavviso, perché ero arrivata al limite massimo di sopportazione e appena mi è stato chiaro che non volevo più impegnarmi così tanto per un lavoro che non mi dava più niente né in termini professionali né tanto meno economici, ma che anzi mi aveva sottratto la salute e la serenità, ho detto bye bye!

Certo, avevo una situazione familiare tale da consentire questo “colpo di testa”, ma non è stata la cosa migliore che potessi fare per me e la mia autostima, ai tempi già parecchio compromessa. Senza contare che dare la colpa di ciò che mi era accaduto solo all’ambiente di lavoro, era sicuramente un atteggiamento immaturo e da struzzo.

Un’ azione “buona”

Tutta questa premessa per dire quali caratteristiche dovrebbe avere un’ azione buona, fatta bene, perché sia giusta, mirata ed efficace e soprattutto armoniosa con tutto il resto di sé stessi.

Comincio scrivendo cosa NON è:

  • Non è una re-azione, ossia una risposta ad un evento interno (perché proveniente da noi) dettata dall’ impulsività o da un meccanismo di difesa (come nel mio caso su descritto ad esempio) o esterno (da condizioni ambientali reali, rubo perché non ho soldi);
  • Non è nemmeno il risultato di un ragionamento logico, ad esempio io e la mia relazione con i soldi:
    segno tutte le spese che ho giornalmente e compilo diligentemente il mio kakebo (un agenda di casa) che mi permette di evidenziare dove spendo i miei soldi nel dettaglio, mi accorgo che ne spendo molti, troppi, in libri (li amo!) ma questa consapevolezza non mi impedirà di risparmiare solo perché decido che non comprerò più libri. Questo perché occorrerà una strategia per riuscire a togliere quelle spese dai libri e “risparmiare”.
    Il fatto è che se non sostituirò quel piacere di leggere con un’altro più importante (ad esempio un mega viaggio che desidero fare da tempo in Giappone) finirà che li spenderò in altro senza accorgermene….io ci ho provato, funziono così e tu?
  • Non è un’azione decisa da qualcun’altro che non sia tu, certo puoi anche raccontartelo, ma a meno che tu non abbia una pistola puntata alla tempia, nessuno può costringerti materialmente a fare ciò che non vuoi!
  • Non è dettata da un bisogno o da una necessità.

Quindi in definitiva un’ azione adeguata, giusta ed efficace, si ottiene quando:

 

  • È il frutto di una osservazione e conoscenza reale di sé e non di ciò che vuoi/vorresti o dovresti essere,
  • È in equilibrio con ciò in cui credi ma non in senso ideologico, in senso conoscitivo, perché lo provi, lo vivi e lo scegli ogni giorno e, so di ripetermi, ma non perché sai che dovresti/vorresti o potresti fare. Per dirla alla Krishnamurti: ” Vivi le verità che hai compreso”.
    Se io pratico yoga regolarmente è perché quando lo faccio sto meglio di quando non lo faccio.
  • È svolta in modo che tutta la tua attenzione e concentrazione siano dirette in ciò che stai facendo.
    Per ultimo l’aspetto in assoluto per me più difficile perché richiede una buona dose di fiducia,
  • si compie senza aspettative nel risultato!!! O mon Dieu, questa è dura… “Io ho fatto la mia parte, ma siccome non ho il controllo su tutto, mi affido a ciò che dovrà essere e perciò accetto che potrei non raggiungere il mio obiettivo….” (-gasp!-…direbbe Paperino).

Ok, detto ciò come posso allenarmi in tempo di pace per  riuscire ad agire nel migliore dei modi in tempo di guerra?

Sempre con le stesse cose che ti rifilo ogni volta che posso, eheh!

 

  • Osservando e conoscendo te stessa sempre di più, io ho l’abitudine di annotare una serie di informazioni ogni giorno per mantenere l’attenzione su “come sto oggi”: lo faccio sia con i diari di vario tipo ad es. quello Di Bordo  e con degli schemi che creo, come ad esempio Questo.
  • Ascoltando il corpo inteso come strumento di consapevolezza (non solo fisico), focalizzo con il mio compagno di focusing tutte le settimane (in verità di compagni ne ho due e occasionalmente tre) e se non sai cos’è il Focusing, ti avviso che purtroppo non ha niente a che vedere con il sesso…
  • Non giudicando le emozioni, io ci provo cercando di coltivare la comprensione e la gratitudine.

I mezzi che utilizzo su di me sono il Focusing, la pratica Yoga, il Canto Vedico, e tutto ciò che sviluppa la sensibilità verso me stessa e di conseguenza anche chi mi sta vicino, in modo creativo e rispettoso.

Lo faccio anche attraverso il mio lavoro che adoro perché mi permette di continuare questo processo che amo anche mentre accompagno qualcun’altro sui “sentieri” della relazione e l’ ascolto che conosco. Grazie ad essi ho scelto di acquisire le competenze necessarie affinché ci potessi tornare con un cliente, che per farlo mi paga pure….. non potrei chiedere di meglio!

Adesso ti senti pronta per una buona azione? 🙂

Ti ricordo che se vuoi conoscere e sperimentare in “solitaria” qualcosa del focusing, puoi iscriverti all’e-corse gratuito “Aiutati a sentir-ti bene” o usufruire del servizio di Focusing Guidato .

Se ti trovi nella morsa dei sensi di colpa ogni volta che vuoi cambiare qualcosa, iscriviti alla lista VIP per rimanere informata sul mio prossimo servizio “Addio sensi di colpa!”, puoi farlo QUI.

 

 

Di addii e nuovi inizi

Buon Anno carissima!

Inizio questo nuovo anno del Blog scrivendo di addii e nuovi inizi!
Non ti nascondo che per molto tempo ogni nuovo inizio per me è quasi sempre stato motivo di sofferenza e crisi esistenziale perché il condizionamento che soggiaceva al tutto era:

Se sta cominciando qualcosa di nuovo, vuol dire che devo dire addio a qualcos’altro che finisce…. oddio come faccio ad avere tutto sotto controllo se cambia qualcosa…. se cambia qualcosa magari perdo le mie certezze (ovviamente illusorie!)…. che pizza sta cosa nuova con cui confrontarmi (tanto lo so che non mi piacerà)…. che fatica che mi costa adattarmi…non ho tutte ‘ste energie!

L’ho riassunto parecchio, ma ti dà un’idea del pandemonio che si scatenava in me.
Insomma da panico…. la cosa più assurda era non rendermi conto di quanto questa resistenza al cambiamento fosse proprio la causa di tutti i conflitti e la mancanza di energia!

Anche se ora non è più così ricordo ancora bene cosa significa e perciò mi ritengo un’ esperta del

“Che palle i cambiamenti”

Ho vissuto questo stato d’animo così tante volte e utilizzato una serie infinita di escamotage pur di evitare le cose nuove che…… che te lo dico a fà, ovviamente era una lotta contro i mulini a vento, eheh!

E per te cosa significa Iniziare qualcosa di nuovo, quali pensieri, convincimenti hai al riguardo?
Lo vivi come qualcosa di positivo o invece è fonte di stress? Sei in grado di non giudicare subito ciò che cambia? Oppure fai partire subito il tuo personale film al riguardo?

Ora che ho compreso che la vita è cambiamento e la morte immobilità, riesco a godere del potenziale che c’è in ogni cosa nuova, a percepirne la freschezza, la leggerezza e il rinnovamento che è insito in tutto ciò che inizia.
Per me significa sempre di più “nuova occasione”, ma non diciamolo al marito che potrebbe ingelosirsi, eheh!

La cosa bella è che, inaspettatamente, questo mi accade anche nelle situazioni meno auspicabili come ad esempio iniziare a pagare una nuova rata per Netflix al figlio che non sa cos’è la Rai; un ciclo di antibiotico per un ascesso dentale; un viaggio, una vacanza, senza la compagnia che vorrei; ma anche cose più importanti come ad esempio proseguire la vita senza quella persona che mi era così cara… riconosco le emozioni che si attivano nel cambiamento e nella nuova situazione, inclusa la sofferenza, questo attraversare tutto cercando di non opporre resistenza, permettendomi di sentire tutto ciò che accade mentre ciò avviene fa sì che tutto fluisca secondo il suo tempo e la considero una grande conquista nella mia vita.

Le tre cose fondamentali

Se guardo al passato, mi rendo conto che tre cose fondamentali mi hanno allenato al cambiamento, oltre naturalmente alla pratica del Focusing, e sono:

  • La capacità di abbandonare le aspettative su me stessa rispetto a ciò che arriva dalla vita, non è vero che so cosa sta succedendo, non ho tutta la mappa davanti, tanto meno il territorio;
  • Conoscermi per ciò che oggi sono e non ciò che credo/devo/voglio essere;
  • Osservare, mantenere l’attenzione su ciò che sento e provo come se fossi una scienziata di me stessa, così da poter scegliere e discernere.

Esercizio

Potrei scrivere un libro su questi tre principi, come coltivarli ogni giorno e come mantenere una attenzione vigile, ma anche rilassata e chissà forse un giorno lo farò, ma intanto due dritte su come affrontare lo stress da Inizio o da Cambiamento con questo esercizio di consapevolezza e riflessione:

  • Sentire perché non vuoi cambiare qualcosa (può essere un argomento, una tematica, una situazione, qualcosa di te) e proseguire chiedendoti il perché ad ogni risposta fino al raggiungimento del nocciolo della questione.  Ti avviso che ce ne vogliono un po’, vai avanti anche se credi di essere arrivata al vero “perché”, fino a quando non ci sono veramente più possibili perché.
  • Dopo questo potrai chiederti come staresti se non ci fosse più quel timore, quella paura o impedimento…Prenditi tutto il tempo per immaginarti in quella situazione e senti come ti sentiresti. Che qualità nuove sentiresti in te? Come cambierebbe la tua vita? Cos’ altro ti porterebbe di diverso?
  • Dopodiché puoi chiederti come fare oggi il primo passo per poterti sentire così, come la tua nuova te, senza quella paura, quell’ impedimento, quel limite. Questa modalità di procedere per sentire cosa ci fa paura dietro un Inizio, la si può utilizzare per ogni paura, fammi sapere se anche tu hai delle paure che vorresti superare.

Il cambiamento atteso

A volte il cambiamento o il nuovo inizio sarebbe vissuto senza alcuna difficoltà perché desiderato e atteso dato che porta cose belle come: un nuovo Corso a cui tieni partecipare, una nuova amicizia o un nuovo progetto di lavoro, eppure temi che il cambiamento non sia vissuto altrettanto bene da qualcun’altro a te vicino come il compagno, i figli o altre persone a te care.

E’ possibile che questo ti faccia sentire in colpa e crei delle difficoltà che non ti permettono di vivere la cosa in modo completamente positivo e con convinzione.
Ho una bella notizia per te, se ti trovi spesso nella situazione di vivere il senso di colpa e sei stanca di tutto ciò, ho in cantiere un nuovo servizio che si chiamerà “Addio sensi di colpa!” se credi che ti possa interessare e vuoi ricevere notizie in anteprima appena è disponibile, iscriviti alla lista VIP che trovi QUI 

Se hai voglia di affrontare l’argomento con me, ho 3 posti disponibili questo mese per un incontro conoscitivo gratuito dove offro la possibilità di provare il Focusing. Devi solo scrivermi a info@valentinasacco.it  o utilizzando il form dei contatti del sito.

 

 

E’ Dicembre, no panic.

E’ Dicembre, no panic.
Vediamo i lati positivi, siamo vicini al Solstizio d’Inverno, finisce l’autunno e comincia la stagione invernale. Il sole è alla massima distanza dalla terra e da questo momento le giornate riprenderanno ad allungarsi piano, piano sempre di più, yeah!

Dicembre è anche l’ultimo mese dell’anno, un momento di conclusione, di fine, chiusura in questo caso di un anno e in giro nel web si legge di propositi, progetti ed altro proprio collegato a tutto ciò.

Io ho preferito trattare l’argomento programmazione futura delle varie aree della vita (la mia “torta della vita”) e le riflessioni su com’ è andato quest’anno, nel post di novembre in quanto l’autunno, per me la stagione del lasciar andare, si presta bene a “fare il punto” , mentre in questo momento, tra feste e clima invernale, risento di una maggiore lentezza e non ne ho l’energia sufficiente.

Parola dell’Anno

Ho trovato la mia parola dell’Anno per il prossimo anno, ma per ora la conservo gelosamente, quella che mi ha accompagnato quest’ anno è stata TRASFORMAZIONE e si è rivelata fondamentale. Se vuoi fare il percorso per trovare la tua parola ti consiglio quello gratuito di Susannah Conway oppure quello della bravissima Ilaria Ruggeri .

L’arrivo dell’inverno mi viene ricordato da tutto ciò che mi circonda…gli alberi spogli, la mancanza del canto degli uccellini al risveglio, la poca fauna che incontro passeggiando nel bosco dietro casa e l’aria pungente e limpida, che mi fanno desiderare di accendere il caminetto e rimanerci attaccata tutto il giorno rimanendo in compagnia solo di un libro e di una tazza fumante in mano!

Il fuoco

Mi sento molto fortunata a poter vivere il fuoco da vicino!

  • Il fuoco ha un fascino speciale e accenderlo risveglia in me un’antica “guardiana”, magari un po sacerdotessa, che coltiva l’amore per i suoi cari tenendoli al caldo con amore.
  • Mentre accudisco la fiamma me ne faccio influenzare, cercando di mettere passione, calore, vivacità e movimento in ciò che faccio;
  • cerco di imitarne anche la capacità di purificare del fuoco, traendone una energia nuova e pura da investire in quello che è importante per me oggi e che è ispirato dai miei valori e dai miei sogni!
  • E’ una bella cosa poter respirare il profumo del legno che brucia, perdersi a guardare la danza delle fiamme, ti assicuro che hanno un effetto ipnotico, perché rilassano, ma nello stesso tempo energizzano trasmettendo vigore e calore.
  • Il fuoco con la sua luce crea un clima contemplativo e posso comprendere il perché della meditazione con la candela accesa!

E intanto fuori tutto scorre veloce, anzi velocissimo, visto l’arrivo delle feste di Natale!

Come festeggerai il Natale?
Festeggerai Capodanno?
In questa festa, io di solito, non faccio più grandi cose.
Da qualche anno ho l’abitudine di fare qualcosa di speciale, più personale e intimo, un rituale, qualcosa che simbolicamente rappresenti la fine di qualcosa e l’ inizio di un’altra, per rendere questo passaggio fluido e consapevole.

Spesso utilizzo anche il fuoco, ma quello che faccio cambia anche in base allo spirito che ho, se è di natura propositiva o più contemplativa.
Ne scrivo alcuni tra i miei preferiti, spero possano ispirare anche te.
Raccontami come festeggerai questo passaggio nei commenti e ne sarò contentissima!

Se vuoi conoscerne altri ne parlo nella NewsLetter ogni Luna Nuova puoi iscriverti QUI.

Di riti e belle pratiche

  • Prendo il Vaso della Gioia, è un vaso grande di vetro, in cui inserisco dei bigliettini scritti a mano con i momenti di gioia e felicità, cose anche piccole come un tramonto speciale, una parola gentile che ho ricevuto, un sorriso di mio figlio… (l’idea è quella di inserire un biglietto al giorno, ma non sempre ci riesco) comunque ne scrivo parecchi nel corso dell’anno perché mi insegnano la gratitudine per quello che ho e invece do spesso per scontato e allenandomi a non guardare solo quello che non va!
    Alla fine dell’anno li rileggo tutti e poi li brucio nel caminetto, così lo svuoto per il nuovo anno.
  • Scrivo su un foglio tutto ciò che mi fa paura o mi ha creato difficoltà e disagio, di solito quello che rappresenta un impedimento alla mia libertà, fisica, emotiva e mentale.
    – Su un altro foglio scrivo il PERCHE’ secondo me esiste quella paura, quella difficoltà, che funzione può avere esistendo? cosa mi evita di fare/affrontare; cosa o chi protegge, forse la mia parte che si sente inadeguata? quella che non vuole fare brutte figure? o quella che crede che altrimenti cambierebbe qualcosa che inciderà sull’amore o altro?
    – Fatto questo secondo passaggio, prendo un terzo foglio e per ogni paura, scrivo come mi sentirei se non avessi più quella paura o difficoltà. Mi soffermo ad immaginare come sarebbe la mia vita senza quel blocco all’ azione e lo scrivo.
    – Quando ho finito di scrivere, riprendo la lista delle paure e la brucio, mentre lo faccio le ringrazio perché capisco che anche se sono limitanti, sono tentativi disfunzionali che hanno lo scopo di proteggermi ma gli dico addio….. mi raccomando, se non hai un caminetto il passaggio del bruciare fallo nel lavandino e non incendiare la casa, eheh!
  • Faccio una lista di propositi per il nuovo anno e la trascrivo su una di quelle lanterne di carta di riso, la personalizzo con delle parole chiave (l’ho fatto la prima volta con una mia cara amica). Ho la fortuna di avere dei campi di agricoltura biologica vicinissimi a casa e più di una volta ho affidato i miei desideri ad una lanterna e non sempre era Capodanno. Credo che un parcheggio ampio di un centro commerciale o uno spazio all’ aperto senza costruzioni vicine potrebbero andare bene allo scopo!
  • Prendo il quaderno con le mie frasi motivazionali preferite e ne scelgo una per ogni mese dell’ anno, la trascrivo sul nuovo calendario e cerco di utilizzarlo come “mantra del mese”. Ogni volta che leggo un libro, un articolo o sento qualche frase che mi piace la scrivo e la infilo nel Quaderno Ispira Mantra così ne ho sempre di nuove.
  • Poi ci sono i classici come piantare un nuovo seme per qualcosa che sboccerà in primavera;
  • fare del sano decluttering in casa, per fare spazio al nuovo (e un po di beneficenza con quello che si elimina); forse è questo che fanno in certi paesi quando buttano le cose vecchie dalla finestra l’ultimo giorno dell’anno? Mi raccomando non imitarli!

Qualunque rito tu faccia o non faccia, spero tanto che anche tu navigherai verso il nuovo anno con speranza, passione e gioia e per questo auguro a te e alla tua famiglia una
Buona Vita e tanta Gioia nel cuore!

Scusate il ritardo

“Scusate il ritardo” come diceva quel film del grande Massimo Troisi, ma questo primo post di novembre non voleva venire alla luce.

Non so tu, ma io in questi primi dieci giorni del mese mi sono sentita fiacca e spaesata.
C’era qualcosa che risentiva di questo clima che volge al freddo sentendosi come sospeso in un limbo fatto di copertine, di lentezza e voglia di mettersi sul divano a leggere un bel libro con in mano una bella tazza di tè o anche no.

Di stare come in una di quelle belle riviste ricche di addobbi Natalizi con un clima higgie, con atmosfere morbide, accoglienti e intime; come nelle serate trascorse con gli amici a giocare con qualche gioco da tavolo o a preparare cose buone da mangiare!

Ma c’era anche un’agitazione e un’attività mentale continua come se dovessi, da sola, risolvere il problema della fame nel mondo; dimagrire 30 kg e preparare tremila pasti stile Masterchef, tutto in una settimana!

Per fortuna non è una novità sentirmi così, anzi in questo giro di giostra le parti in gioco sono state solo due, ti lascio immaginare quando sono anche tre o più.
No, non sono schizofrenica, ma solo consapevole di tutte le implicazioni, i condizionamenti e i filtri dei pensieri e delle azioni e che confliggono le une con le altre causando queste situazioni di “stallo”…. non mi dire che a te non capita mai, altrimenti sì che mi sento patologica, eheh.

Alla luce di ciò, oggi voglio raccontarti come ho affrontato questo momento di schizofrenia benigna come la chiamo io e sono riuscita, tra l’altro, a scrivere questo post.

Sì, dimmi come uscire dal tunnel!

  • L’ Amorevolezza, è molto importante mantenere un atteggiamento positivo e non giudicante verso te stessa. Come ti sentiresti mentre stai cadendo da un burrone se qualcuno anziché acchiapparti e sorreggerti cominciasse a dirtene quattro per la tua disattenzione o ti criticasse perché stai cadendo? Non credo molto bene e soprattutto non sarebbe un atteggiamento molto utile visto che ci sarebbero già paura e shock a complicare il tutto, giusto?
    Allo stesso modo è importante riconoscere le parti in difficoltà e prendercene subito cura, dando a queste parti più lente la possibilità di essere “acchiappate”. Spesso è sufficiente anche solo riconoscere la loro esistenza perché riescano a fare un passo avanti. Insomma non metterla troppo sul personale, non ce l’hanno con te, eheheh.
  • Risparmio energetico, questo è davvero molto difficile per le donne multitasking, ma necessario. Rivedi le tue priorità e le to-do list che ti piace tanto fare, mettendo solo pochissimi obiettivi prioritari, 1-2 al giorno. Mi raccomando, non sto parlando di priorità oltre l’occupazione lavorativa, la gestione della casa, dei figli e delle “varie ed eventuali” che fai sempre, ma includendo TUTTO ciò. Quindi se vai a lavorare puoi scegliere solo un altro o massimo altri due obiettivi !
    Autorizzati a fare il minimo indispensabile, che sia veramente solo il minimo e non ti preoccupare che non ti ammali di peste solo perché non pulisci il bagno o non rifai i letti per una settimana. Io chiamo questo livello energetico “regime di sopravvivenza”. Poi è possibile che tu riesca a fare anche qualcos’altro, ma solo perché dopo che ti sei autorizzata a fare solo le priorità ti potrà arrivare dell’energia per fare ancora qualcosa, ma, per non strafare,
  • Stai nel qui ed ora, nel Presente perché è l’unico modo per poter ascoltare veramente di cosa hai bisogno: a livello fisico, emotivo, mentale. Rallenta e senti di cosa necessita il tuo corpo: che cosa hai voglia di mangiare? Come ti va di muoverti, se ti va? Quanto hai bisogno di dormire? In pratica, cerca di assecondare più che puoi questo tuo sentire, ma anche laddove non puoi proprio farlo, riconosci il bisogno che avresti e dì a te stessa: “appena posso asseconderò questo bisogno di…”.
    Nel lavoro cerca di concentrarti al massimo in quello che fai, come se fosse tutto nuovo e lo stessi facendo per la prima volta, so quant’ è difficile, ma la concentrazione è davvero un ottimo modo per ricaricare le energie che vengono sottratte dal continuo logorio mentale, del “devo fare questo…. dovevo fare così anziché…”. Concentrarti in quello che stai facendo ti fa rimanere nel presente e non ti fa viaggiare in ciò che è stato ieri o in ciò che sarà domani e questo è davvero rigenerante!
  • La pazienza, non è certo l’ultima per importanza, anzi, forse è necessaria in tutte queste modalità precedenti perché spesso siamo impazienti di uscire dalle situazioni scomode e inusuali.
    Anche se utilizziamo l’amorevolezza, il risparmio energetico, il presente e la concentrazione, c’è sempre quella vocina pronta a spuntare fuori e dirci “dai vabbè ma quanto ti ci vuole a sbloccare sta situazione, dai datti una mossa che facciamo notte“, scommetto che hai questo grillo parlante anche tu!
    Rassegnati a non sapere (sì hai letto bene!) a non sapere per quanto starai così o di quanto tempo avrai bisogno perché più sarai impaziente, più tutto quello che farai sarà inficiato da questa impazienza. E’ una cosa certa che meno pazienza avrai e più tempo occorrerà affinché la situazione evolva e torni a fluire…..E mi rivolgo non solo a chi è in situazione di stallo e si ferma, ma anche a chi è nella polarità opposta e cioè quella che fa sì tremila cose, ma poi deve tornarci su perché non le ha fatte bene o non è comunque soddisfatta perché è una perfezionista. Di entrambe sono proprio un’esperta, te lo assicuro!

E poi mentre meno te lo aspetti, un giorno, magari sotto la doccia (non sai quanti in-sight ho sotto la doccia) qualcosa emerge alla coscienza e qualcosa cambia.

Mi è successo così anche questa volta. Ho sentito che questo rallentamento e l’effetto “vuoto” sono legati al fatto che non è partito il Corso Base di Focusing che avevo organizzato per ottobre.
Non è partito per iscrizioni insufficienti ed è stato come essere un corridore fermo ai blocchi di partenza per fare la sua gara e scoprire tutto a un tratto che la gara è stata annullata!
Questo deve avermi spiazzata più di quanto avessi previsto e non avendo programmato un piano B, ne ho risentito. Il rendermene conto mi ha permesso di reintegrare questa parte rimasta indietro e quindi riportarmi all’ azione e infatti eccomi qui a scrivere questo post che ufficializza la ripartenza.

Ora cosa si fa ?

In questi anni ho imparato che non esistono fallimenti ma solo feedback a ciò che si fa.
Ora mi rimboccherò le maniche e andrò ad osservare, valutare e riconoscere cos’altro potevo fare di diverso; cos’ ha bisogno di essere riprogrammato e come, nelle presentazioni dal vivo, nella promozione; a chi voglio rivolgermi quando parlo di insegnamento del metodo Focusing; preparare un piano B da attuare in alternativa al Corso; solo per dirne alcune.

Quello che aiuta è fare una Macrolista di tutto ciò che si è portato a termine ad oggi, spesso notiamo più facilmente le mancanze che i successi e dare riconoscimento a ciò che siamo riusciti a fare con un atto simbolico o materialmente gratificante è un modo per insegnare al nostro bel cervellino che notare anche il positivo ci fa bene!

Perché le foglie sanno quando cadere

Siamo quasi arrivati alla fine di ottobre e alla ricorrenza di Samahin, la Festa dei Morti e con essa il passaggio da un ciclo annuale vecchio all’altro.

E’ il momento in cui si lascia andare tutto ciò che ha terminato la sua funzione e inizia la gestazione del nuovo che verrà.
L’ arrivo del buio crea la possibilità di mettere a dimorare nella terra i semi che si svilupperanno nel nuovo anno sia nella sfera professionale che personale.

A proposito dell’anno che si sta per concludere, com’ è andata la compilazione della Torta della vita? Ti è piaciuto fare il punto della tua situazione nelle aree più significative? Te la sei persa? No problem, puoi ancora scaricare il PDF .

In Autunno sono letteralmente catturata dal movimento di caduta delle foglie ingiallite, ricche di mille sfumature, e da tutto quello che risuona in me nel guardarle, come:

  • il concetto di lasciar andare e la capacità di abbandono, che tanto mi hanno aiutato in questi ultimi anni per ritrovare il mio equilibrio psico-fisico-emotivo e spirituale. Una capacità di abbandono che è cominciata a nascere con la pratica dello Yoga e poi si è radicata attraverso il Respiro, il Canto Vedico e il Focusing e che prosegue ancora oggi con tanti effetti positivi nella mia vita.
  • L’ intelligenza della Natura che mi stupisce sempre, il perché le foglie diventano gialle, ossia quando tutta la linfa possibile viene trattenuta affinché l’albero possa sopravvivere al freddo dell’inverno…non so a te, a me sembra una vera magia.

Le foglie cadono così l’albero può affrontare il buio ed il freddo dell’inverno e questo è quello che vorrei ricordare quando faccio fatica a lasciar andare qualcosa che sento dannoso o che ha finito il suo corso, ma che inizialmente può creare un senso di perdita.

I presupposti del cambiamento:

Il ripiegamento su sé stessi per trovare tutta la concentrazione e le energie necessarie,

 Il lasciar andare tutto ciò che impedisce la realizzazione e l’azione volta al cambiamento e al raggiungimento del nuovo obiettivo.

Certo, ma come farlo se:

  • mi sento un’egoista a mettere i miei bisogni prima di quelli altrui,
  • mi preoccupo di perdere l’affetto delle persone che amo se non rinuncio ai miei desideri,
  • non credo di averne veramente bisogno, magari poi scopro che non ci tengo davvero,
  • sicuramente non ne sono capace: inizio mille cose, ma non ne finisco una.

Questi sono solo alcuni esempi delle cose che di solito ci diciamo per evitare di cambiare o iniziare qualcosa di nuovo.
Stai serena perché non sei l’unica a dirti queste cose, noi donne siamo bravissime a farlo eheheh!
In realtà dietro tutto ciò c’è la paura di cambiare quello che ci è familiare, che ci crea false sicurezze anche se non ci soddisfa.
L’incapacità di affrontare quello che non conosciamo anche se lo desideriamo, ma frena il cambiamento!
Ti assicuro che la volontà (intesa come Forza di Volontà) non c’entra e tu non sei l’unico essere umano che preferisce percorrere sempre le stesse vie neuronali fatte e strafatte piuttosto che crearne di nuove che richiedono impegno costante, tanta passione e anche tanta pazienza con sé stesse soprattutto all’inizio.

Scommetto che:

  • Ti definisci pigra. Ti assicuro che ci vogliono un sacco di energie per bloccare l’inizio di qualcosa di nuovo, molte di più di quelle che ci metteresti a iniziare quello che vorresti iniziare…. e probabilmente non ci hai mai pensato (perché alla mente non piace essere smentita) ma ti assicuro che non è per pigrizia che non lo fai.
  • Spesso il cambiamento a cui aspiri è davvero grande rispetto al momento presente come: dimagrire 30 kg o parlare fluentemente l’Inglese o correre 40 km in due ore, cambiamenti davvero ambiziosi, ma se spezzetti l’obiettivo in piccoli step come: iniziare a fare colazione tutte le mattine o ascoltare e fare un esercizio al giorno di inglese o cominciare a correre 1km al giorno allora avviare il cambiamento dalla prima piccola cosa cambierà la percezione dell’impresa. La mente non si frapporrà più tra te e il tuo benessere perché non avrà alcun timore e potrai avviare il cambiamento da subito perché (come forse già sai) alla domanda: “come si mangia un elefante?”  si risponde: “un elefante si mangia un morso alla volta!”.
  • Se cerchi di fare il passo più lungo della gamba avrai sicuramente un ottimo alibi per non cominciare per niente il nuovo cammino o se lo farai, di assicurartene il fallimento.
    E’ molto importante essere realistici anche nel decidere gli step intermedi e ad esempio cominciare con 5 minuti di yoga al giorno, piuttosto che pensare di fare in autonomia un’ora e se per te anche 5 minuti possono essere troppi allora inizierai con 2 minuti perché saranno sempre 2 minuti fattibili piuttosto che 5 o 60 irrealistici.
  • Occorre darsi il tempo di acquisire una piccola abitudine alla volta e “scavare” una nuova strada neuronale piuttosto che 10 nuove tutte insieme è un po’ come il discorso fatto sui piccoli passi. Decidiamo in anticipo le nostre priorità e magari prepariamoci un planning di massima da verificare ogni mese ed eventualmente modificare con flessibilità piuttosto che abbandonare. Puoi approfittare del planning che ho preparato per novembre di art meditation da colorare ed utilizzare per il prossimo obiettivo.
  • Ricordati poi di gratificarti con un premio ogni settimana perché è molto importante riconoscere i meriti e non darli per scontati bastano dei piccoli gesti di self-care QUI una lista di quello che faccio io, ma se vuoi arricchirla con ciò che piace a te scrivimelo nei commenti sarò felice di aggiungerle all’elenco!

Per quello che riguarda poi l’amore e l’affetto degli altri:

Sei sicura che avere vicino una persona infelice sia meglio che averne una felice?

Questa paura è stata chiaramente espressa e condivisa o anche tu come me sai leggere nel pensiero 🙂 ?

Cos’é la cosa più grave che potrebbe accadere se tu raggiungessi il tuo nuovo obiettivo?

Sei sicura che sarebbe un grave danno per chi ti vuole bene?

Un ultimo pensiero sul lasciar andare:
non è facile fare spazio alle nuove cose, ma con il Focusing si impara ad essere equanimi con tutte le nostre parti, anche le più paurose e deboli e questo ha un grande effetto di riflesso sul cambiare i comportamenti e gli “automatismi” dietro ad essi….ed è come se al momento giusto le foglie decidessero di staccarsi da sole!

Credo che l’argomento sia così vasto da meritare altri articoli, intanto spero che questo possa esserti di aiuto per programmare gli obiettivi del tuo prossimo “nuovo anno” e inoltre questo mese c’è qualcosa che potrebbe aiutarti a monte nella scelta degli obiettivi e cioè iniziare a lavorare su quello che spesso boicotta le nostre aspirazioni e cioè i fastidiosissimi Sensi di Colpa.

Se questo argomento ti sta a cuore, puoi iscriverti alla mia lista ne parlerò ancora e ci saranno novità al riguardo!

Puoi farlo tramite questo form QUI.

 

Benvenuto Autunno… e tu come stai?

L’ Equinozio è appena trascorso segnando così l’entrata ufficiale nell’ Autunno, tra l’altro a pochi giorni dal plenilunio, altro momento astrologico particolare!

E’ il tempo in cui Persefone scende nell’ade a trascorrere un terzo dell’anno negli inferi come Regina visto che, dopo il suo rapimento da parte del Re Ade, fratello di Zeus, inconsapevolmente decide il suo destino mangiando qualche chicco di melagrana mentre è ancora lì (cosa che non avrebbe dovuto fare) proprio mentre Ermes, messaggero degli Dei, la sta riportando da sua madre Demetra (che nel frattempo ha fatto il diavolo a quattro per riaverla!).

Come lei, ci prepariamo a trascorrere un tempo nel quale la quantità di ore di luce, piano piano lascia spazio a un aumento di ore di buio, facendoci dire che le giornate si accorciano.E’ anche il momento buono per portare l’attenzione verso l’interno di te e fare il punto su come sta andando la tua vita, i tuoi progetti, i tuoi obiettivi.

Questa stagione a ridosso della quinta, la fine-estate, di cui ho scritto QUI, può causare fastidi fisici ed emotivi. Nonostante qualche difficoltà legata al cambio di stagione, per me la situazione negli ultimi anni è cambiata, al punto che ora apprezzo l’Autunno molto di più. Arrivo a dire che nella lista delle stagioni che preferisco è seconda solo alla Primavera, che per me è il top. Chissà se la primavera è la mia preferita perché sono nata a marzo, magari tu hai notizie utili al riguardo 😉

Fatto sta che in autunno i colori delle foglie cambiano creando sfumature bellissime, gli alberi si spogliano seguendo una sequenza ordinata, gli uccellini cinguettando si radunano in grandi stormi e si preparano alla migrazione e poi i frutti di questa stagione, come l’uva, le castagne, il melagrano e la rosa canina con i suoi cirridi così preziosi e protettivi per il periodo che verrà!

Insomma, tutti questi cambiamenti che riesco ad apprezzare proprio per la loro natura in trasformazione, me la rendono cara. Questo mi ricorda che trasformazione è stata la mia parola dell’anno (l’ho dipinta su un sasso, ne ho costruito una bacheca virtuale su Pinterest e anche una reale in casa, le immagini hanno un grande potere di richiamo) mi ha accompagnata in questo periodo in cui sono professionalmente rinata. E’  stata la mia bussola e l’ho assecondata mettendo in atto tutto ciò che potevo per poter riprendere a lavorare:

  • aprire il Blog per parlare di Focusing e vendere Focusing, mantenendolo aggiornato con un post al mese,fatto!
  • trovare una location per i miei Corsi di Focusing Base in Gruppo e fare delle presentazioni dal vivo, fatto
  • trovare altre professioniste sul territorio e creare un Coworking, fatto,
  • avere una Pagina Focusing su Facebook e pubblicare regolarmente, fatto
  • avere un account su Istagram e pubblicare regolarmente, fatto
  • avere una piattaforma per inviare e scrivere le newsletter, fatto…

Insomma di cose ne ho davvero fatte tantissime (non ho messo quelle riguardo la cura di me) e non volevo fare un elenco infinito (ci tengo alla tua vista!),

Ma la cosa più bella che mi è accaduta è

  • aver potuto finalmente riprendere un’attività e insegnare il Focusing che adoro,
  • aver ideato un e-corse gratuito per poter dare l’opportunità a chi non può partecipare ad un corso live, di avere 5 strumenti, 5 pratiche, con cui affrontare i disturbi che fanno sentire piccoli e diventare più grandi di essi. Approfittane per intravedere alcuni aspetti del Focusing, lo trovi QUI.
  • e inoltre offrire la possibilità di una Discovery gratuita con me per te che forse non sai ancora se il metodo del focusing può essere lo strumento giusto per te e il tuo bisogno specifico, puoi metterti in lista QUI.

Come ti dicevo questo momento è propizio anche per te per fare il resoconto degli obiettivi che ti sei posta all’ inizio dell’anno e vedere cosa hai raggiunto e cosa ancora no, così da poter attuare una nuova strategia in questi ultimi tre mesi dell’anno.
A questo scopo io mi sono posta queste domande per ogni area della vita puoi farle anche te stessa:

  • quali obiettivi/progetti mi ero posta per quest’anno?
  • quanti ne ho realizzati e quanti no?
  • cosa mi ha impedito di realizzare quelli che non ho realizzato?
  • cosa posso fare in questi tre mesi per ridefinirli e avviarne la realizzazione?

Le aree che io prendo in considerazione sono:

  • la famiglia, marito/compagno, figli
  • le relazioni, con la famiglia di origine, genitori, fratelli, sorelle e tutto il parentato!
  • il lavoro
  • i soldi, tasto dolente per tutti eh?
  • la casa, sia come spazi che come organizzazione
  • il corpo, certo la salute ma anche come ci gratifichiamo e vogliamo bene
  • gli amici
  • il tempo libero
  • la spiritualità
  • la crescita personale

Per aiutarti a fare il punto della situazione ti ho preparato un simpatico PDF con le domande e le indicazioni per completare anche il PDF che si ispira alla Ruota della Vita, un esercizio famoso nel Coaching, rivisitato.

Buona Vita.

 

Anche settembre è arrivato

E’ arrivato settembre e devo ammettere che ero indecisa sull’argomento da trattare in questo post del mese: da una parte il piano editoriale mi diceva ancora sulla Gratitudine e se vuoi leggere qualcosa sull’argomento c’è l’ultimo post di agosto QUI , ma d’altra parte non potevo fare finta che questo mese non avesse tanti spunti che toccano sul vivo come:

  • la transizione e il cambio stagionale;
  • il rientro dalle vacanze e la ripresa della routine e delle attività come i corsi e le scuole;
  • il cambio degli armadi che incombe e diciamolo, il Natale che dopo questo mese è praticamente alle porte (OMG ho già l’ansia, eheh).

La Quinta Stagione

non parlo di quella famosa serie tanto in voga in questo periodo. E no, non temere, non è l’ennesima conseguenza del riscaldamento globale che ha aumentato il numero delle stagioni, ma è sempre esistita, secondo i Cinesi.

Per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la quinta stagione è proprio rappresentata da questo ultimo periodo dell’estate. E’ questo il periodo in cui una volta terminava la raccolta delle messi ed il clima è un pò più umido rispetto la stagione estiva vera e propria.
E’ un periodo che precede l’autunno vero e proprio, ma ha già in sé dei cambiamenti importanti, come la diminuzione della luce pomeridiana e l’innalzamento dell’escursione termica.

Questa stagione ha come elemento energetico la Terra, perciò non c’è da meravigliarsi se è una fase in cui si sentono maggiormente difficoltà e problemi di salute e, inoltre, come ciò influenzi anche il piano delle emozioni e delle riflessioni.
Mi stupisco sempre di questa verità, me ne rendo conto osservando le fluttuazioni di umore e di pensieri influenzati dallo stesso durante la giornata e come il corpo mi trasmetta tutto ciò!

Oggi riesco a gestire con equilibrio questi momenti di transizione e ancora una volta mi sentirai ringraziare ed elogiare il Focusing  per questo (dai! che riesco a infilarci anche la gratitudine in questo post).

Per affrontare al meglio questo settembre ecco cosa si può fare:

  • Un ciclo di depurazione con verdure e ortaggi sotto forma di decotti, minestre, passati, come la mia favorita: la zuppa di Miso (se programmi il menù settimanale ne trovi uno per te QUI, ne mangerai quante vorrai e se vuoi puoi preparare la base per il miso per due, tre giorni aggiungendo poi lo stesso solo al momento del suo utilizzo, perché non deve bollire più di due minuti);
  • Una maggiore attenzione alle ore di sonno notturno mantenendo costanti l’orario in cui andare a dormire e quello in cui svegliarti assicurandoti la giusta quantità di ore. In estate questa è molto più irregolare, per via delle maggiori attività con gli amici e le varie occasioni di uscire fuori casa, complice anche le ore di luce in più.
  • Mantenere costante l’attività fisica anche se il clima cambia; io di solito cammino al mattino anche se fa più freschetto in questi giorni, mi aiuta sia a livello circolatorio che depurativo, inoltre mi permette di mantenere il focus sul peso, ma soprattutto è un momento molto proficuo di riflessioni ed ispirazioni creative, a te cosa piace fare?
  • Un’altra cosa utile è preparare il sistema immunitario rinforzandolo con un integratore specifico adatto a te, scelto con l’aiuto dell’erborista o del Naturopata, e con delle accortezze mirate nel mangiare come: i centrifugati di melagrana; la frutta secca aggiunta nei contorni con qualche seme ricco di omega 3 e 6 nella colazione, come quelli di lino, di girasole e di Chia, solo per citarne alcuni e, per lo stesso motivo, mangiando più pesce; continuare a mantenere varia la scelta dei piatti, non so tu ma è uno dei due motivi per cui mi piace l’estate, l’altro è la maggior quantità di luce (ma va? non ci sarei mai arrivata).

Io ne approfitterò anche per andare a raccogliere le bacche di rosa canina (adoro!) che sono ricchissime di vitamina C, così le seccherò e le utilizzerò nei decotti in autunno, che te ne pare? Un bel programma vero?

Quante belle intenzioni, ma come faccio a mantenermi concentrata su tutto ciò mentre la vita scorre?

Posso dirti cosa aiuta me.

  • Utilizzo un metodo che consiste nell’ aggiungere alla mia routine giornaliera, una cosa alla volta per un certo tempo (si dice che devono essere minimo 21 giorni affinché si possa acquisire una nuova abitudine, con me a volte funziona, altre no!).
  • Prima di far questo sposto e rivedo le mie priorità perché non si può fare sempre tutto e continuare ad aggiungere cose su cose, in questo caso ho deciso che lavorerò mezz’ora in meno al PC, per poter introdurre degli accorgimenti nella preparazione dei pasti.
    Non ho così tanto tempo prima dell’autunno, perciò considerando che la programmazione del menù settimanale e la camminata quotidiana sono già abitudini abbastanza radicate, le altre accortezze le aggiungerò una settimana alla volta e per fine settembre dovrebbero essere tutte operative.
  • Un libro che mi ha davvero ispirato riguardo la pratica della volontà, è Il kata della volontà di Armando Elle, è piccolo ma ricco di spunti utilissimi soprattutto per noi occidentali che abbiamo quest’idea malsana che per ottenere le cose bisogna impegnarsi, sudare e fare fatica sennò ciò che ottieni non ha nessun valore.
  • Inoltre ho scoperto che sul planning che mi stampo e auto produco con le voci che mi interessano, mi piace un sacco mettere le crocette del “fatto” sulla nuova abitudine che inserisco, a volte credo di farlo solo per avere quella soddisfazione! Se sei un pochino ossessiva-compulsiva come me capirai, eheheh.

Ne ho preparato uno a schema libero per te QUI, se vuoi cominciare a mettere crocette dappertutto. Da quando lo faccio sono migliorata tantissimo, non me la posso più raccontare perché il planning canta!
Trovo che sia un ottimo sistema di verifica e di presa di consapevolezza che permette di modificare il tiro per poter raggiungere l’obiettivo, grazie ai dati di realtà.

Tu come affronterai questo periodo di transizione verso l’autunno e di ripresa delle attività? Scrivimelo nei commenti sono molto curiosa.

Buona Vita

Di gratitudine e di felicità

Grazie è indubbiamente la parola che più ho detto durante la mia infanzia per manifestare la mia gratitudine. Grazie a tutto quello che mia madre ha fatto per me : “Vale tieni i vestiti puliti…” – “Grazie mà”  e tutto ciò che ho ricevuto da parenti, amici, insegnanti.

Una parola in risposta a richieste, favori, gentilezze (ero indubbiamente una brava bambina! ) Non voglio dire che crescendo sia diminuita la capacità di dire grazie, forse il numero di volte o le persone a cui lo dico, ma è cambiato il sentimento della gratitudine.

Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è grazie, quella sarà sufficiente (Meister Eckhart)

 

La mia capacità di essere grata è cambiata sicuramente anche da quando ho intrapreso il mio nuovo “viaggio” (se te lo sei perso ne parlo QUI) e ho la netta sensazione che ora essa sia inversamente proporzionale alla mia paura di vivere, perciò più sono grata e meno ho paura della vita!

Cosa cambia coltivando la gratitudine

Comincio con il dire che la gratitudine è un sentimento positivo e altamente potenziante, che influenza il nostro stato d’animo, ci spinge ad offrire qualcosa in cambio, per aver ricevuto, e diffonde benessere in noi e negli altri.

  • Essere grati sposta l’attenzione su cosa c’è di positivo anziché su cosa c’è di negativo e si sa un mind-set positivo stimola la fiducia e rafforza le risorse piuttosto che i limiti, riducendo ansia e aggressività.
  • Essere grati diminuisce la voce del “critico interno”, quello che con le sue regole, doveri e separazioni tra giusto e sbagliato e la visione dualistica, rafforza il piccolo io (l’ego) e la sua visione parziale delle cose e delle situazioni.
  • Mentre invece essere grati rafforza la parte adulta quella che è più grande dei bisogni, degli attaccamenti e delle repulsioni nutrendo così, la parte libera e creativa.
  • Essere grati diminuisce la paura, perché aumenta la capacità di stare nel qui ed ora e perciò nel presente, mentre la paura ci fa stare nel passato o nel futuro.

Il ringraziamento è la vibrazione più pura che oggi esista sul pianeta (Abraham-Hicks)

 

Coltivare la gratitudine

Credo che come qualsiasi altro comportamento anche la gratitudine si possa coltivare con la volontà, inoltre “provare gratitudine e non esprimerla è come incartare un regalo e non darlo” (William Arthur Ward).

  • Ricordo ancora il periodo in cui scrissi un Biglietto Evocativo con la frase “Oggi sono grata per/di….” e lo appesi allo specchio del bagno, ebbe davvero un grande effetto sulla mia capacità di essere grata.
    Più passavano i giorni più l’attenzione si spostava su cosa avevo ricevuto e anche la capacità di osservare cambiava di conseguenza.
    QUI puoi scaricare cos’è un biglietto evocativo.
  • Un modo per rimanere focalizzati è il Vaso della gioia, un vaso di vetro dove riporre bigliettini scritti ogni giorno con almeno una cosa di cui essere grati per andare poi a rileggerli nei momenti tristi in cui hai bisogno di conforto (invece di aprire il frigo, eheh). Una volta raccolti, alla fine dell’anno faccio un piccolo rituale di passaggio: dopo aver creato l’atmosfera giusta con un incenso e rimanendo nella penombra con solo la luce del fuoco acceso, li rileggo tutti e poi li brucio nel camino. Adesso ho introdotto questa pratica alla fine della giornata, quando scrivo il mio diario, se ne vuoi un esempio puoi scaricare il Diario di Bordo che regalo con l’iscrizione alla newsletter.
    Nel Diario c’è anche una parte dedicata a cosa ti rende fiera della giornata trascorsa, perché anche darti valore è un modo di coltivare la gratitudine, oltre che aumentare l’autostima.
  • E’ coltivare l’osservazione dei tanti miracoli che accadono ogni giorno sotto i tuoi occhi e in questo Madre Natura è di grande ispirazione, un fiore che sboccia nel cemento, un ragno che tesse la sua ragnatela, il tramonto e (per me un po più raramente) l’alba!
    Collegandomi al concetto del vivere nel presente, nel qui ed ora, quello che si può fare è fermarsi e osservare cosa stai percependo mentre sei impegnata a svolgere le tue mansioni: che odore c’è? che rumore c’è in sottofondo? com’è il tuo respiro? come percepisci i vestiti sulla pelle? e il pavimento sotto i piedi? insomma che stimoli ricevi.
  • Infine circondarti di persone positive rafforza la naturale tendenza alla felicità, ricordatelo!

La felicità è come la verità: non si ha, ci si è. Per questo nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità ne dovrebbe uscire. L’unico rapporto tra coscienza e felicità è la gratitudine (Theodor Adorno)

 

L’argomento della gratitudine è davvero molto bello e sicuramente ne scriverò ancora e per dimostrarti la mia gratitudine ti invito a scaricare il regalo di questo post: il planning mensile di settembre e la check list della valigia se ancora non sei partita per le vacanze!

Buona Vita

prato di montagna

Detossina e pulisci la mente

Anche questo post verte sull’ argomento purificare, come si detossina l’aspetto mentale? Se vuoi leggere il precedente in cui si parla di corpo, lo trovi QUI.
Anche se la parola mente riporta a funzioni del cervello come pensare, dedurre, immaginare ecc. in realtà la mente fa parte di un aspetto molto concreto e materiale dell’essere umano, non a caso si dice “pensare è creare” o “se lo immagini lo puoi fare”.

In soldoni si può affermare che l’attività mentale è alla base di qualsiasi attività umana, cosciente e non, che interagisce con tutti gli aspetti dell’essere umano, incluso il corpo (come ben dimostra il Focusing).

Chiarezza mentale

Questo mi fa pensare al collegamento con la pratica del digiuno che in molte religioni e filosofie si utilizza proprio per poter raggiungere la chiarezza mentale e spirituale.
Ne approfitto per segnalarti un libro che sto leggendo, parla dell’ intestino che, come ormai è risaputo, viene definito il secondo cervello dell’essere umano.

Purtroppo non se ne tiene sufficientemente e concretamente conto nelle pratiche mediche, nella relazione con il cibo, nel terreno costituzionale di ognuno, nel funzionamento del sistema immunitario con cui è strettamente correlato, ma vedrai che in questo testo se ne parla ampiamente e approfonditamente.

Indovina da cosa va purificato il mentale?

Ma ovviamente dai pensieri ripetitivi, dalle convinzioni radicate, dai preconcetti condizionanti (eh già, robetta da poco!) in pratica da ciò che anziché farci fluire e adattare alle circostanze della vita nel qui ed ora, ci blocca, ci limita e ci imprigiona.

Tutto ciò è strettamente collegato ai modelli che hai ricevuto con l’educazione, dalla famiglia di origine, modelli introiettati e poi attuati soprattutto inconsciamente; legati all’ esperienze vissute che a loro volta vengono catalogate e giudicate in base agli stessi modelli e alle indicazioni ricevute; all’ inconscio collettivo, alle regole sociali e culturali d’appartenenza, insomma alla cornice di riferimento in cui sei cresciuta.

“Ma scusa, quello che sono oggi è il prodotto di tutto questo e molto altro, cosa dovrei fare, rinnegare me stessa?” (io me lo sono detta più di una volta) Certo che no!
Quello che però è importante fare oggi è confermare o smentire ciò che si è ricevuto alla luce di Chi siamo oggi.

Ti faccio un esempio personale, quando è nato mio figlio, in più di un’occasione mi sono ritrovata a dirgli frasi, idee e concetti, che in realtà ripescavo dalla mia infanzia, erano frasi, idee e concetti dei miei genitori e degli adulti significativi incontrati nella mia storia.

Ed erano relativi ad un certo tempo, a delle conoscenze ed esperienze che non erano direttamente mie, ma che io in automatico ripescavo dalla mia memoria come fossero farina del mio sacco, mentre invece non lo erano affatto!
Il loro scopo era terminato (guidarmi quando non avevo strumenti miei per farlo), ma loro in automatico tornavano a ripresentarsi come fossero miei.

Peccato che però mio figlio non è me e io non sono i miei genitori perciò ho avviato un processo di consapevolezza e pulizia di ciò che ancora poteva essere valido e ciò che invece oramai era obsoleto e anacronistico alla luce, non solo dell’esperienza vissuta da me e dalla natura di mio figlio ma anche delle nuove conoscenze al riguardo!

Faticoso non c’è che dire, prima di parlare è necessario soffermarsi un attimo e valutare la questione e non sempre si può fare, ma ciò che ho imparato è che c’è sempre tempo per recuperare gli errori, basta un po’ di umiltà e alla fine tutto questo lavoro ha una grande utilità, sia perché risponde realmente alle mie credenze, sia perché i bambini/ragazzi non ammettono incongruenze e alla parola deve sempre seguire l’esempio concreto di ciò che si afferma, cosa che non avviene se parliamo perché è sempre stato così!

Per riscoprire chi sei oggi

Come puoi verificare l’immagine costruita nel tempo di chi sei, di chi credi di essere, e di chi vorresti essere? Con chi sei realmente oggi? Ti dico cosa ha aiutato e tuttora aiuta me:
l’ auto-osservazione, il non giudizio e le qualità A.R.P.A. trovo che siano la base per ripulire e anche prevenire le tossine mentali.

  • Auto-osservazione, non è la cosa più facile al mondo, due dritte:
    la prima è una modalità indiretta, ossia osservando ciò che non ti piace nell’ altro, per effetto del meccanismo di proiezione non vedi e non riconosci in te proprio ciò che non ti piace dell’altro, poiché è inaccettabile (sempre per quei modelli, preconcetti ecc. ecc.).
    Ma se ti osservi sinceramente è molto probabile che in passato hai avuto anche tu qualità o comportamenti che oggi non riconosci in te e giudichi sbagliati nell’ altro: magari non hai tradito il tuo compagno, ma un’amica ; non hai raccontato falsità ad altri, ma a te stessa, ecc. ecc.….dai dell’ egoista a qualcuno mentre sei la prima a non rinunciare mai ai tuoi interessi…
    La seconda è osservare le polarità nei comportamenti:
    ad esempio, ritieni di essere una perfezionista, una precisina? Osserva in quali situazioni lo sei e quando invece non lo sei affatto, anzi sei trasandata e superficiale; pensa, pensa, è molto utile chiedertelo ad alta voce e vedrai che anche se al momento non ti sovviene niente, quando meno te lo aspetti qualcosa emergerà dal buio…
    Un esempio? Ero super precisa al lavoro, a livelli maniacali, tipo che non cominciavo il turno se l’infermeria non era perfettamente in ordine o se i vari carrelli di lavoro non erano puliti come gemme! Per dirne una, peccato che però a casa nel giorno di riposo capitava spesso che non mi lavassi nemmeno la faccia al mattino e rimanessi in pigiama tutto il giorno come una zombie! In ogni situazione potrai osservare una polarità in luce e l’altra in ombra, quando saranno in luce entrambe, troverai un equilibrio!
  • Non giudicare.
    Non giudicare sicuramente in senso generale, ma soprattutto TE STESSA e alla luce del primo aspetto, l’auto-osservazione, soprattutto per non  bloccare sia il processo di consapevolezza, che poi l’azione diretta al cambiamento; anche qui ti suggerisco due cose:
    non confondere ciò che sei con ciò che fai, puoi giudicare il tuo comportamento, ma non giudicarti come essere vivente, perché tu hai un valore a prescindere e sei comunque degna d’amore! Questo dovremmo tatuarcelo in fronte così lo leggeremmo ogni mattina! Credo che sia il fulcro dell’aver Fede.
    Sii tollerante verso gli errori che fai, sono quelli che insegnano di più e allora non rimandare l’azione di riparazione anziché essere occupata a mortificarti emotivamente… Non sprecare ulteriori energie e mettiti subito in azione, invece! Questo avrà delle conseguenze positive immediate e ti scoprirai anche molto più tollerante verso le mancanze degli altri, in fondo molti dei conflitti verso se stessi e verso il prossimo, sono legati a questa scarsa accettazione dei limiti che abbiamo e che poi non accettiamo in nessun’altro! Sincerità e autenticità ne guadagneranno.
  • Il terzo aspetto è quello delle qualità ARPA, ho appreso queste qualità sotto forma di sigla durante l’apprendimento del Corso Base di Focusing, già le conosci, sono: accoglienza, rispetto, pazienza e accettazione.
    Sono le qualità da coltivare in sé, perché permettono la vera conoscenza, quella che combacia con la realtà del qui ed ora e che permette di ritrovare anche la nostra bambina interiore, quella che è aperta, curiosa, e con tanta energia vitale perché sta in quello che fa al 100%.
    Hai mai notato come giocano i bambini? Quanta energia hanno nel fare ciò che gli piace di più? E come ciò li auto-alimenti quasi all’ infinito! Anche tu puoi ripescare questo tipo di energia, di concentrazione in ciò che fai e se si affaccia quella vocina giudicante che ti dice che è da egoisti comportarsi così, ricordati che non si può veramente amare nessun’altro, se non si sa amare se stessi perché la rinuncia non dà amore, il servizio lo dà, e il donare per servizio avviene in modo spontaneo quando si è per primi soddisfatti e gratificati poiché è nell’ indole umana condividere e socializzare. Come si dice, siamo animali sociali.

L’argomento è interessante ma direi che per oggi ti ho ammorbato abbastanza.
Per farmi perdonare, visto che il mese di agosto è vicino e magari devi ancora andare in vacanza, qui c’è la lista utile a preparare la valigia!

Buona Vita